In prossimità della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza alle donne, l’attenzione va ai dati aggiornati sulla violenza e i femminicidi e al ruolo dell’uomo nella suddetta questione. Tanti i centri, i fondi e le iniziative per la Regione Emilia-Romagna.

La regione Emilia- Romagna si impegna contro la violenza sulle donne, puntando innanzitutto sulla formazione, informazione e sensibilizzazione dei cittadini. Dal 2008 al 2014 la Regione e le aziende Usl hanno investito sui corsi di formazione riservati alle figure professionali che entrano in contatto con donne vittime di violenza (fra i quali ad esempio ginecologi, infermieri, assistenti sociali, educatori e forze dell’ordine). Fondamentale la formazione dei giovani: nelle scuole spicca un progetto dell’Associazione “Un progetto Alice”, che è partito pochi giorni fa ed è rivolto a studenti di 10 scuole superiori. Il progetto sarà il fulcro del convegno promosso in regione il 25 novembre, in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza alle donne”.

Dai dati raccolti sulle vittime di violenza grazie alla Casa delle Donne di Bologna, emerge che sono 3301 le donne seguite dai centri antiviolenza del Coordinamento, delle quali 2796 si sono rivolte ai centri fra il 1 gennaio e il 31 dicembre del 2014, mentre 505 continuano percorsi iniziati negli scorsi anni. Fra queste, 1014 sono madri; sono 2978 le donne che hanno subito violenza. In Emilia-Romagna 4 donne sono state vittime di feminicidio nel 2014, ai quali si aggiungono 6 tentati delitti (mentre 115 sono stati i casi a livello nazionale).

Per il supporto alle vittime di violenza, nella stessa regione è attivo un sistema di servizi articolato, composto da 23 centri antiviolenza (ai quali se ne aggiungeranno altri 2 in apertura nel modenese nel 2016) oltre che 59 sportelli antiviolenza territoriali e 28 case rifugio, senza contare i tre che verranno aperti nei prossimi mesi (uno nel modenese e due nel riminese).

Dal 2011, inoltre, sono partiti due progetti rivolti agli uomini maltrattanti; i centri riguardanti questa problematica sono 4, dei quali due sono pubblici nonchè sostenuti dalla Regione e si trovano a Modena e a Parma, all’interno delle attività dei consultori familiari. Notevole il lavoro del Centro Ldv di Modena che ha visto 381 contatti nel 2014: 129 uomini hanno chiesto informazioni o un appuntamento, mentre 54 persone si sono rivolte per possibili invii di coniugi o compagni; 24 sono stati i trattamenti conclusi.
Dal primo gennaio 2015 si sono rivolte al centro di Parma 15 persone e 5 sono i trattamenti attualmente in corso.
Si cerca sempre più di coinvolgere gli uomini nella questione e di collaborare con coloro che fino a pochi anni fa erano completamente esclusi anche dalle campagne di sensibilizzazione. A questo riguardo Emma Petitti, presidente della Commissione regionale per la parità e per i diritti delle Persone, afferma: “Il problema riguarda il rapporto fra uomo e donna. Aver dedicato quest’anno al tema dell’educazione, della prevenzione, degli stereotipi di genere che nascono, soprattutto nelle nuove generazioni, attraverso la comunicazione sul web, è un passo verso questa direzione, ovvero su quanto l’uomo debba essere più presente, anche a livello di consapevolezza”. Sarebbe utile riflettere sulla questione dell’inefficacia del cercare di limitare la violenza mostrando solo altra violenza, modo molto utilizzato e che non fa altro che rafforzare gli stereotipi di donna-vittima e uomo-carnefice.

Nel 2015, grazie ai finanziamenti nazionali del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, la Regione ha ripartito 1,2 milioni di euro tra i Comuni sedi di case e centri antiviolenza in modo da finanziare e ampliare i servizi già operativi, ma anche per sostenere l’apertura di nuovi centri. L’anno precedente è stato stanziato dalla Regione un fondo di 500 000 euro per la diffusione dei centri e per la formazione degli operatori. Infine, il Piano regionale elaborato a livello tecnico dalla Giunta Emilia-Romagna, previsto dalle L.R. 6/14, atto a prevenire e contrastare la violenza di genere mediante l’attivazione e il rafforzamento del sistema di protezione, entrerà in vigore nel 2016.

Claudia Serra