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Viaggio tra i disagi del maxicantiere di via Rizzoli


di Mariagrazia Salvador
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Il cantiere in Via Rizzoli

La preoccupazione per chi lavora nelle strade coinvolte dai lavori è molta, sono diversi quelli che temono la chiusura dell'attività o la perdita del posto. 

Il due febbraio sono iniziati a Bologna i lavori della seconda parte del maxi cantiere Bobo . Dopo Strada Maggiore, Via Rizzoli prima e via Ugo Bassi poi, saranno chiuse al traffico per 10 mesi.

I lavori prevedono una ripavimentazione totale in basoli di via Rizzoli, dove sarà anche realizzato il sottofondo stradale oggi mancante; il tratto in pietra sarà inoltre esteso anche in via Ugo Bassi, fino ad oggi in asfalto, con la posa di nuovi basoli; saranno anche ripristinati in pietra i marciapiedi laterali. L’intervento prevede altri interventi di riqualificazione: verrà riparato il coperto dei due grandi sottopassi esistenti e ampliato lo spazio pedonale sotto le Due Torri e in piazza della Mercanzia.

Le prime passeggiate in centro per i pedoni sono previste per fine giugno, sostiene l’assessore alla mobilità Andrea Colombo. 

Lavori di tali dimensioni e così duraturi chiaramente implicano anche grossi disagi, e in questo caso i lavoratori degli esercizi commerciali hanno mostrato grande stato di agitazione. Sono in molti infatti i lavoratori dipendenti a temere la perdita del posto, o quelli che testimoniano che in progetto c’erano assunzioni che sono saltate. Non si fanno progetti infatti con all’orizzonte 10 mesi di strada chiusa. Certo poi tra quasi un anno la strada sarà più bella, “se ci arriviamo però”, è il commento di molti. 

Ascolta il commento dei lavoratori del bar La Raquette e dell'erboristeria Verdessenza di via Rizzoli.

Cantiere BoBo vanta tra i suoi punti di forza la comunicazione con i soggetti coinvolti dai lavori, con incontri fatti già dal mese di novembre, ma c’è chi lamenta comunicazioni cruciali ricevute all’ultimo minuto

Diverse problematiche sono organizzative: gli spazi per il carico/scarico sono inadeguati per molti; i bar si ritrovano sul groppone il pagamento anticipato del suolo pubblico per una pedana che hanno dovuto rimuovere a loro spese; gli stretti corridoi dove potranno transitare i pedoni in effetti non hanno molti pertugi per passare da un lato all’altro della strada.

Il comune da parte sua viene incontro alle esigenze dei commercianti con un’esenzione totale dell’imposta di pubblicità sulle insegne e della Cosap, nonché del 50% di sconto sulla Tari. Colombo ho inoltre incontrato le associazioni per dare concertare altri punti strategici di carico e scarico.

C’è chi poi ai lavori è arrivato alla fine, con qualche acciacco ma salvo: sono gli abitanti e i lavoratori di Strada Maggiore. I mesi dei lavori sono stati duri, e non mancano anche qui le testimonianze di attività che si sono tirate indietro o che hanno chiuso piuttosto di affrontare i lunghi mesi di chiusura della strada. Ora la strada è bella e il manto dovrebbe durare circa 40 anni, ma i cittadini non si dimenticano che questi lavori sono anche la conseguenza di quelli iniziati e interrotti a causa delle vicende del Civis 

Ascolta le parole di Maurizio, della ciclofficina, e di Giovanni del bar Dei Servi di Strada Maggiore.

La viabilità ha già cominciato a essere deviata, sia per le auto che per gli autobus, e una delle arterie, peraltro già trafficata di per sé, che subirà l’aumento di flusso è via Irnerio. Qui si alternano le preoccupazioni per un incremento di traffico, con incolonnamenti di autobus e molto smog da respirare, e chi cerca di tener presente anche il lato positivo: il maggior flusso di persone.

Ascolta le parole di Raffaella, della libreria Ubik di via Irnerio.

Via Rizzoli e via Ugo Bassi risentivano di mezzo secolo di interventi successivi, e le condizioni del manto stradale erano evidentemente pessime. I lavori sono necessari, ma l'altra faccia della medaglia è tosta. E anche il momento scelto non è dei migliori, erano molti infatti quelli che speravano in un rientro economico dato dal flusso di persone che arriverà in occasione dell'Expo 2015. 

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