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Vetrine rotte? Una

La mala informazione sulle manifestazioni di venerdì e sabato 18 e 19 ottobre


di Mariagrazia Salvador
Categorie: Movimento, Migranti, Società
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I pericolosi "guerriglieri" di sabato 19 ottobre 2013

Che brutte giornate mediatiche quelle di ieri e oggi. Brutto è la parola che scelgo proprio per commentare una bruttura lessicale, semantica, sintattica.

Soprattutto per chi era tra quelli che sono stati appellati da Repubblica gli "antagonisti". Un epiteto usato in maniera sommaria come tante altre parole.

Il lessico usato è stato ed è sproporzionato, fuori luogo, non pertinente. Se fossero stati dei temi scolastici non avrebbero preso la sufficienza e avrei commentato con un "non appropriato, non centrato, fuori fuoco e soprattutto inesatto".

Inesatti prima, con previsioni da psicosi da G8, durante e dopo.

I titoli dei principali mezzi di informazione parlano di "guerriglia urbana", vetrine rotte, cassonetti bruciati, violenza, città a "ferro e fuoco", "centro blindato".

Le prime pagine dei cartacei come quelle del web hanno "parlato" male anche attraverso le immagini, scelte per essere eclatanti, per descrivere una guerra civile (?!).

Gli unici protagonisti? I black bloc. Quanti sui 100.000 presenti sabato a sfliare per le vie di Roma?

Sono state battute notizie false: dal presunto imbrattamento della statua di Giovanni Paolo II al dirigersi del corteo verso Casa Pound - invece sono stati loro a venire, muniti di caschi e mazze, verso di noi (sì, io c'ero). Il bello è che chi ricostruisce i fatti in maniera inesatta viene smentito dai video pubblicati sulla sua stessa pagina.

Di cosa non parlano? Cosa non raccontano?

Delle famiglie, della grande partecipazione dei migranti nel corteo di venerdì come in quello di sabato, della prima volta di uno spezzone di rom a sfliare dietro il loro stricione, dei giovani di tutti i colori possibili, degli studenti vicini ai lavoratori, dei NoTav vicini alle lotte per il diritto alla casa, vicini ai sindacalisti di base, vicini alle lotte di chi dice: "Scusate se non siamo affogati".

Non fanno luce sui protagonisti della giornata, e nemmeno su quello che di importante si è visto sabato. La solidarietà, il superamento delle divisioni, l'unione nella lotta anche se per istanze diverse. Una due giorni che ha avuto grande continuità. E le ragioni delle manifestazioni? Nominate in quarta colonna da qualcuno.

Quante vetrine rotte? Una.

Chi scrive male pensa male? O chi pensa male scrive male?

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