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Verso l’8 marzo: uno sciopero femminista globale per il 99%

Un evento per ragionare su quel nesso tra sfruttamento e violenza che lo sciopero globale femminista sta facendo emergere


di Anna Uras
Categorie: Lavoro, Politica, Donne
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Continua il nostro percorso di approfondimenti in vista dello sciopero femminista dell’8 marzo, questa volta con un evento organizzato da Connessioni Precarie che ne mette in risalto il rilievo transnazionale grazie alla presenze di Cinzia Arruzza dell’International Women’s Strike di New York, una delle autrici del manifesto Feminism for the 99%.

Si terrà oggi alle 19 al Baumhaus l’evento 99% Sciopero femminista globale organizzato da ∫connessioni precarie e che vedrà la presenza di Beatrice Busi per Non Una Di Meno Bologna e di Cinzia Arruzza dell'International Women's Strike, autrice insieme a Tithi Bhattacharya e Nancy Fraser del libro “Femminismo per il 99% - un manifesto”.

“È un’iniziativa che noi abbiamo pensato come contributo all’avvicinamento all’8 marzo e allo sciopero femminista globale – spiega Paola Rudan di ∫connessioni precarie - Ci è sembrato particolarmente importante discutere in questa prospettiva questo libro perché il manifesto è un tentativo di domandarsi prima di tutto e quindi provare a immaginare come il femminismo oggi è trasformato nel momento in cui lo sciopero è diventato una pratica femminista perché evidentemente lo sciopero è stato trasformato dal femminismo e contemporaneamente richiede di trasformarlo, richiede di ripensarlo alla luce di questa pratica che è una pratica che ha fatto vedere una connessione che Non Una Di Meno in Italia ma in generale il movimento femminista mondiale scioperando sta portando alla luce, è una connessione fondamentale tra la violenza maschile e di genere e lo sfruttamento, la riorganizzazione neoliberale della società, la precarizzazione del lavoro, l’intensificazione del doppio carico di lavoro, della divisione sessuale del lavoro che avviene nel momento in cui per esempio i sistemi di welfare vengono smantellati. Il modo in cui il razzismo lavora all’interno di queste trasformazioni e di queste strutture. Quindi il problema è esattamente ripensare i nostri termini, ripensare la nostra prospettiva”

Sarà un occasione quindi per discutere e approfondire il modo in cui femminismo e sciopero entrano in relazione tra di loro e si cambiano a vicenda, ma anche per ragionare sulla dimensione transnazionale di queste relazioni, resa evidente dalla presenza di Cinzia Arruzza in collegamento da New York, ma anche dall’impianto stesso dello sciopero, così come dal fatto che il manifesto di cui si parlerà è già stato tradotto in 10 lingue diverse.

Si parla in questo manifesto di un internazionalismo femminista – spiega infatti Rudan -che è qualcosa che emerge per esempio anche nelle parole delle militanti argentine di Ni Una menos, che di internazionale femminista stanno parlando da almeno 2 anni e che in realtà ci interroga su che cosa significa pensare lo sciopero su questa scala transnazionale. Capire cioè qual è la connessione tra condizioni diverse di sfruttamento e di oppressione, e come questa connessione che unisce le donne da questa parte e dall’altra parte del mondo possa essere trasformata in una connessione politica che non riguarda soltanto le donne. Una delle cose su cui insiste questo manifesto è che lo sciopero femminista non può essere separatista, che il femminismo per il 99% è un femminismo che fa strada, crea le condizioni per una presa di parola collettiva e massiccia contro l’oppressione e contro lo sfruttamento, che parte dalle donne ma non riguarda soltanto loro”.

ASCOLTA LE PAROLE DI PAOLA RUDAN:

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