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Verona, Tosi contro i senzatetto. Mossa elettorale?

Il sindaco leghista vuole multare chi dà cibo e bevande ai senza dimora.


di redazione
Categorie: Politica, Società
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Martedì 22 aprile il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, ha emesso un'ordinanza con la quale si vieta di fornire cibo e bevande ai senzatetto in alcune zone del centro storico. La pena per chi porta cibo ai meno fortunati, con multe fino a 500 euro, colpisce associazioni di volontariato e cittadini caritatevoli.

Nuovo capitolo della personale battaglia di Flavio Tosi in nome della sicurezza e del decoro. L'ultima iniziativa da "duro e puro" del sindaco leghista di Verona è quella di multare chi offre da mangiare alle persone senza fissa dimora costrette a dormire per strada. Con un'ordinanza del 22 aprile, che resterà in vigore fino al 31 ottobre 2014, Tosi intende vietare la distribuzione di alimenti e bevande in una serie di zone di pregio del centro storico. Multe da 25 a 500 euro per chi contravviene. Sanzioni che colpiscono in primis i diversi soggetti che si fanno carico di fornire sostegno e assistenza ai meno fortunati, come le associazioni di volontariato.

L'obiettivo di Flavio Tosi è pertanto quello di impedire ai senzatetto di "accamparsi" in determinate zone del centro storico in quanto, secondo le parole del sindaco, "alcune di queste zone sono sottoposte a vincolo monumentale e paesaggistico, senza contare che la permanenza serale e notturna, in media di oltre venti persone, crea particolare allarme sociale nella popolazione residente". Come spiega ai nostri microfoni Enrico Bertelli del Comitato Verona per Tsipras "in questo momento Verona è travolta da scandali che riguardano l'amministrazione Tosi: dall'arresto dell'ex vicesindaco ai legami presunti con la 'ndrangheta, dalle inchieste della magistratura a tante opere promesse e mai realizzate. Quindi sono tanti i problemi a Verona, di certo non sono un problema le persone senza fissa dimora che dormono nel centro storico - spiega Bertelli - Questa è una misura razzista che va a colpire i più bisognosi".

Un modo dunque di strizzare l'occhio a quell'elettorato che lo ha votato in nome di una presunta sicurezza e che probabilmente non ha visto risolti ben altri e più urgenti problemi. "Sembra a tutti gli effetti un intervento di immagine per recuperare le vecchie idee da sindaco sceriffo con cui ha fatto la sua fortuna iniziale a Verona - dice Bertelli - e ha tutto il sapore della mossa elettorale in vista delle europee per la Lega". "Per spostare l'attenzione su questi problemi di ordine pubblico, quando non c'è nessun problema di questo tipo - aggiunge - non si affrontano i veri problemi della città".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Enrico Bertelli

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