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Valls primo ministro, anche la Francia “cambia verso”?

Il giovane e ambizioso Ministro delgi Interni chiamato a risollevare le sorti del Partito Socialista.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica, Esteri
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Cambio alla guida del governo francese. A Matignon s'insedia Manuel Valls, esponente della destra del Partito Socialista, e presenta la sua squadra di governo. Rilanciare l'economia è il compito che gli affida Hollande, sperando di salvarsi da un probabile disastro elettorale alle prossime presidenziali.

“Ho ascoltato le vostre richieste. Il cambiamento promesso non è stato abbastanza. Il messaggio che mi avete inviato lo ricevo personalmente. Il cambiamento del paese è l’essenza stessa del mio compito.”. Con queste parole, in diretta tv, François Hollande, il presidente francese, ha “licenziato” Jean-Marc Ayrault (che però si era dimesso qualche ora prima), che paga la sconfitta del PS alle elezioni municipali e, probabilmente, una scarsa capacità di comunicazione. Mentre Lourdes, miracolo, andava alla sinistra e Toulouse, la città rosa (colore del Ps) passava a destra, si è consumata la Berezina della sinistra moderata francese.  Dall’altra parte, su base nazionale, l’Ump di Copé (che aveva annunciato la morte definitiva del fronte repubblicano) sorpassava di quasi dieci punti percentuali i socialisti e Marine Le Pen, leader del Front National, festeggiava i 14 comuni conquistati.

 Ora tocca a Manuel Valls, 52 anni, finora Ministro degli Interni.  Politicamente figlio di Roccard e Jospin (due esponenti storici della sinistra socialista ma, si sa, i figli quasi mai assomigliano ai genitori)  rappresenta la destra del Ps e piace ai neo-gaullisti dell’Ump. Già sindaco di Evry, nella periferia di Parigi, si afferma velocemente nel partito. Candidato alle primarie socialiste del 2011 (che incoronarono Hollande candidato alla presidenza), raccoglie pochi voti, ma diventa il volto più spendibile del partito. Nominato Ministro degli Interni da Hollande, si fa ricordare per la campagna per il rimpatrio dei rom e per un feeling particolare con la destra, ma anche per la battaglia interna con l’anima più gauchiste del Ps, impersonata dalla ministra della giustizia Christiane Taubira e dall’ex-segretaria del partito Martine Aubry. Ammirato anche dall’altra parte dell’emiciclo, era il preferito dai francesi per succedere ad Ayrault. Per molti versi simile al nostro Renzi e trasversale in maniera disarmante (“La legalità è un valore di sinistra” una delle sue frasi più celebri), arriva a Matignon come salvatore della patria o, almeno, della presidenza Hollande.

 Tre i compiti che il presidente Hollande gli affida.  Il primo è dare respiro alle imprese, con meno tasse per “produrre di più, produrre meglio, produrre in Francia e produrre diversamente”. Il secondo è rafforzare e promuovere la giustizia sociale. “Al patto di responsabilità (l’accordo con la Confindustria francese) -ha detto Hollande- segua la sicurezza sociale”. Il terzo e fondamentale compito per il premier sarà rafforzare il potere d’acquisto dei francesi attraverso una “diminuzione dei contributi a fini pensionistici”.

La squadra dei ministri, innovata ma non troppo, presenta qualche novità interessante come il ritorno sulla scena politica di Ségolène Royal, sconfitta alle presidenziali del 2007 e incapace, nel 2012 di conquistare un seggio all’Assemblea Nazionale. L’ex-moglie del presidente Hollande, sarà ministra dell’ambiente. L’ex-ministro del rilancio produttivo, Montebourg, passa all’economia affrancandosi dall’ormai ex-ministro dell’economia Pierre Moscovici. Christiane Taubira resta alla giustizia, Laurent Fabius agli Esteri.

Resta da capire se Valls sarà soltanto l’esecutore delle nuove politiche di rilancio di Hollande (Chirac diceva del suo presidente del consiglio Sarkozy: “Io decido, lui esegue”) o se ambisca a qualcosa di più alle prossime presidenziali del 2017. Insomma, parafrasando il nostro Matteo Renzi: “François stai sereno”.


Ascolta l'intervista ad Anna Maria Merlo, corrispondente de Il Manifesto
Tags: Francia, Hollande

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