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Usa, Obama regolarizza 5 milioni di clandestini

La decisione presa per ridare slancio alla vocazione d'accoglienza degli Stati Uniti


di Francesco Ditaranto
Categorie: Migranti, Esteri
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Il presidente americano Barack Obama ha annunciato ieri la regolarizzazione di 5 milioni di immigrati clandestini che si trovano sul territorio statunitense. La misura riguarderà chi si trova sul suolo americano da almeno 5 anni, o chi ha un figlio nato negli Usa e che, dunque, possiede la cittadinanza americana.

"Anche noi, una volta, siamo stati stranieri". Con queste parole il presidente americano Barack Obama ha presentato la sua riforma dell'immigrazione. Circa 5 milioni di immigrati irregolari che si trovano sul suolo statunitense, avranno accesso ad un permesso di lavoro della durata di tre anni. La regolarizzazione riguarda quanti si trovano negli Stati Uniti da almeno 5 anni, o i genitori di quei bambini nati negli Stati Uniti e, dunque, cittadini americani, sempre che non abbiano precedenti penali. Sono esclusi dalla regolarizzazione circa 6 milioni di irregolari, per i quali resterà in vigore la pratica dell'espulsione coatta.

Si tratta di una promessa mantenuta a metà del presidente Obama, che in campagna elettorale nel 2008 aveva promesso una riforma anche più ad ampio spettro. Il provvedimento ha inoltre il merito di porre fine a quella dinamica perversa per la quale bambini nati negli Usa si ritrovavano de facto orfani dopo l'espulsione dei genitori. Un fenomeno dalle evidenti, e pericolose, ricadute sociali.

Con questo gesto, definito dai repubblicani ironicamente quello di un presidente che si comporta da imperatore, Obama richiama e allarga il suo bacino elettorale e lascia un'eredità di enorme portata al suo partito. La riforma dell'immigrazione, che Obama motiva con il buon senso, l'impossibilità di voltarsi dall'altra parte e la storia stessa degli Stati Uniti, potrebbe infatti ricostruire quel feeling perduto con l'elettorato d'origine ispanica, soprattutto, che alle ultime elezioni di mid-term non si è recato alle urne, permettendo ai repubblicani, di raggiungere la maggioranza al Senato.

Anche dal punto di vista economico, la riforma potrebbe avere delle ricadute importanti. I migranti contribuiscono in maniera fondamentale alla ricchezza degli Stati Uniti, in particolare negli stati del sud che, paradossalmente, sono i più aspri oppositori della riforma.


Ascolta l'intervista a Daniele Donati

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