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Unioni civili, "no a compromessi con gli omofobi"

Il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili torna domani all'esame della Commissione Giustizia.


di Andrea Perolino
Categorie: Politica, Glbtq
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Riprende la discussione parlamentare sul tema delle unioni civili, sempre di più oggetto di compromessi al ribasso tra il Partito democratico e gli alleati di governo, contrari a un pieno riconoscimento dei diritti per le coppie dello stesso sesso. Vincenzo Branà: "Assurdo sedersi al tavolo con chi questa legge non l'ha mai voluta".

L'attività parlamentare torna a pieno regime dopo la pausa estiva, e tra i temi all'ordine del giorno rientra quello delle unioni civili. Domani riprende in Commissione Giustizia del Senato la discussione sul ddl Cirinnà, oggetto delle trattative in corso tra il premier Renzi e il suo alleato di governo del Ncd, che su diversi punti ha espresso la propria contrarietà in merito. Il dibattito, insomma, assume sempre di più le tinte di una mediazione al ribasso tra le forze politiche per raccogliere il consenso più ampio possibile, mentre ad essere dimenticati sono gli stessi soggetti interessati e la loro richiesta di diritti: le persone gay e lesbiche.

Come spiega ai nostri microfoni il presidente del Cassero Vincenzo Branà, ospite questa sera alla Festa de l'Unità, "questo dibattito per noi corrisponde sempre a un amaro in bocca, perché ancora esclude la piena uguaglianza. Renzi dice che ci sarebbero i numeri per fare una forzatura sulle unioni civili, ma la vera forzatura andrebbe fatta sul matrimonio ugualitario. Il motivo per cui oggi ci troviamo a fare una legge sulle unioni civili è perché ancora includiamo nel dibattito quel pezzo di Parlamento e di Paese che non vuole quella legge".

Branà riprende i concetti espressi nella giornata di ieri da Arcigay, che in una lunga nota ha sottolineato la totale esclusione della comunità Lgbt dal dibattito, a fronte di una mediazione costruita con chi quella legge la vorrebbe affondare: " Sarebbe come scrivere una legge a tutela dei neonati a quattro mani con Erode: inconcepibile. Allo stesso modo non è possibile scrivere una legge sulle unioni civili a quattro mani con Lupi, Quagliarello, Sacconi, le stesse persone che hanno governato negli ultimi vent'anni e che sono il motivo per cui non abbiamo ancora una legge sulle unioni civili e sul matrimonio ugualitario. È assurdo sedersi al tavolo con queste persone".

La discussione sulle unioni civili, frutto già di un primo compromesso - teso ad escludere il matrimonio e la piena equiparazione giuridica - è ora al centro di una nuova mediazione, che ha preso ossigeno in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione. "È avvilente pensare che di unioni civili si parli al Meeting di Rimini e non si parli al congresso di Arcigay - afferma Branà - Così come le leggi sulla scuola e quelle sul lavoro non sono state concordate con le persone interessate, così le leggi sulle persone gay e lesbiche non sono concordate con le persone gay e lesbiche, altrimenti oggi staremmo parlando di matrimonio. Questa discussione è invece l'esito di un compromesso all'interno delle stanze di partito".


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