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Una via per Marcella, il Mit: anche un monumento


di Alessandro Canella
di folco
Marcella Di Folco

Il Movimento di Identità transessuale interviene sulla polemica scaturita dalla proposta di intitolare una strada a Marcella Di Folco e rilancia. Porpora Marcasciano: "Non siamo sorpresi delle resistenze, vorrei incontrare in un dibattito pubblico quei politici conservatori".

Il Mit, Movimento d'Identità Transessuale, non è sorpreso delle polemiche scaturite in seguito alla proposta di intitolare una strada a Marcella Di Folco, attivista storica per la difesa dei transessuali, deceduta l'anno scorso.
"È una retorica che conosciamo e abbiamo già visto - commenta Porpora Marcasciano del Mit - e che è responsabile della cultura di intolleranza che ha generato i fatti di Torino, Firenze e l'aggressione del clochard a Bologna".
Resitenze del centrodestra e dell'ala cattolica del centrosinistra che la Marcasciano definisce conservatori: "La gente si è stancata di questa politica, scendano nel mondo reale". E sfida quei politici ad un confronto pubblico.
"Mi pare di aver capito che il centrodestra è contrario ad intitolare una strada a Marcella perché è stata una prostituta - prosegue l'attivista del Mit - Proprio loro che appena un anno fa hanno sdoganato la prostituzione per i fatti che tutti sappiamo".
I transessuali, dunque, non sono disposti a negoziare e, anzi, rilanciano: "Oltre ad una strada ci piacerebbe anche un monumento dedicato a Marcella, per l'impegno nella difesa dei diritti dei transessuali, della comunità glbt e di tutte le minoranze".


Ascolta l'intervista a Porpora Marcasciano
Tags: GLBT, Diritti

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