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Una petizione contro i sussidi Ue all'industria bellica

L'Europa vorrebbe dare 3,5 miliardi all'industria militare.


di redazione
Categorie: Movimento
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Pacifisti e disarmisti di tutta Europa lanciano una petizione per bloccare i finanziamenti all’industria delle armi da parte dell’Unione Europea. In ballo interessi per oltre 3.5 miliardi di euro nel periodo 2021/2027. Il pretesto è quello della ricerca militare, ma ad essere finanziate sono le lobby private.

La Rete europea contro il commercio delle armi (ENAAT) e la Rete Italiana per il Disarmo promuovono una petizione per bloccare i finanziamenti all’industria delle armi da parte dell’Unione Europea. Si tratta della prima petizione europea diffusa in tutti i Paesi membri anche in lingua tedesca, spagnola, inglese e francese.  L’Ue sarebbe infatti pronta a stanziare sussidi per oltre 3.5 miliardi di euro per la ricerca militare tra il 2021 e il 2027.
"Investire sulla ricerca militare dando soldi alle aziende private non dà sicurezza - spiega ai nostri microfoni Francesco Vignarca, portavoce della Rete Italiana Disarmo - semplicemente si danno soldi a chi li prende per vendere ancora più armi ai Paesi che stanno in guerra e da cui poi provengono le migrazioni". Gli stessi soldi, secondo Virgnarca, andrebbero impiegati in metodi non violenti nella risoluzione dei conflitti.

Nel testo della petizione (che trovate qui), si legge che “la Commissione europea, sotto la forte pressione dell’industria bellica, sta ora progettando di stanziare migliaia di milioni di euro di denaro pubblico per sviluppare una tecnologia militare avanzata per la prima volta da quando esiste l’Unione”.
I parlamentari europei sono chiamati a decidere se concedere o meno i fondi Ue all’industria bellica. L’obiettivo della petizione è di raggiungere 50mila firme in tutta Europa per creare attenzione sulla questione. "I gruppi parlamentari – spiega Vignarca - non sanno ancora come votare. La petizione serve a rendere esplicita questa situazione e farli fermare a riflettere".

Il consiglio di attivare i finanziamenti nella ricerca militari, attacca il portavoce di Rete Italiana Disarmo, viene dal cosidetto gruppo di personalità: un gruppo di persone contattate per avere uno studio a riguardo. "La maggioranza di queste persone – sottolinea Vignarca – sono legate all’industria militare, come Mauro Moretti (Amministratore Delegato di Leonardo-Finmeccanica ndr). Se chiedi un consiglio a loro è chiaro che ti dicono di dare soldi all’industria delle armi".
Lo sforzo, semmai, potrebbe essere quello di formare un unico esercito europeo: "Se avessimo un unico esercito europeo, al posto di 28 nazionali - conclude Vignarca - potremmo risparmiare 100 miliardi di euro all’anno. Purtoppo di questo non si parla; l’interesse è rivolto solo forgiare l’industria militare".

Francesco Calderaro


Ascolta l'intervista a Francesco Vignarca

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