Radio Città Fujiko»Notizie

"Una legge regionale contro il femminicidio"

Un flash mob per presentare le firme raccolte contro il femminicidio.


di redazione
Categorie: Donne
Flash Mob
Un momento del flash mob contro il femminicidio

Un flash mob sotto la Regione contro il femminicidio. Le Donne Democratiche hanno consegnato oggi le 12.000 firme dei cittadini alla Presidenza dell'Assemblea Legislativa e chiedono una legge regionale per fermare l'uccisione di donne.

Un grande traguardo oggi è stato raggiunto dalle Donne Democratiche che, sotto la sede della Regione in via Aldo Moro, hanno consegnato a Palma Costi, Presidente dell'Assemblea Legislativa, le 12.000 firme raccolte dal 6 aprile nelle piazze della regione, durante le Feste dell'Unità e in molti degli uffici comunali dell'Emilia Romagna affinché si dia vita ad una legge regionale che tuteli e difenda le donne vittime di violenza.  
 
Il percorso che ha portato alla giornata di oggi ha avuto il suo esordio l'8 marzo del 2012, quando le Donne del Pd Emilia Romagna hanno dato il via ad una serie di incontri con la Regione, con le associazioni sensibili alle questioni femminili, con i Centri di documentazione delle donne e con quelli antiviolenza operanti sul territorio.  
Le diverse realtà coinvolte hanno all'unisono unito le proprie forze nel progetto di Legge regionale di iniziativa popolare. Negli ultimi mesi la Conferenza delle Democratiche dell'Emilia Romagna, insieme alle associazioni regionali coinvolte e attraverso un tavolo permanente, ha lavorato sulle "Norme per la creazione della Rete regionale contro la violenza di genere e per la promozione della cultura dell'inviolabilità, del rispetto della libertà delle donne".
 
Motore pulsante dell'iniziativa è stata la necessità di combattere la violenza sulle donne che, solo in Emilia Romagna, ha causato nello scorso anno 15 vittime, che si sommano alle 17 del 2011. Nel mondo cancro e incidenti stradali seguono, nella lista delle cause di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni, quella della violenza subita. Spesso a colpirle mortalmente è proprio l'uomo di cui si erano innamorate.
"Vogliamo una legge che non sia quella del più forte", così recitava lo slogan della raccolta firme del gruppo delle Donne Democratiche, che reputano importante non solo la proposta di legge ma anche la sensibilizzazione dell'opinione pubblica a tale tematica.
 
"Uno degli obiettivi era quello di cominciare a lavorare sul cambiamento culturale delle persone, quel cambiamento in parte è iniziato perché 12.000 firme sono state raccolte", racconta Lucia Bongarzone, coordinatrice Donne Democratiche dell'Emilia Romagna. E ancora, Palma Costi, afferrando il faldone delle firme afferma: "Ho tra le mani il cuore, l'anima e la testa di 12.000 persone consapevoli del problema della violenza sulle donne. Questa è una grande battaglia di civiltà, progresso e sviluppo partita dall'Emilia Romagna, regione matura per questi cambiamenti a livello istituzionale".
 
Prima della consegna delle firme, le donne impegnate contro il femminicidio hanno partecipato a un flash mob simbolico che ha fatto emergere, con il grido "basta violenza!", tutta la rabbia verso gli assassini, l'empatia verso le vittime di violenza e la grande voglia di cambiamento.  
"Da qui partirà la battaglia per avere una legge nazionale contro il femminicidio. Non ci fermiamo qui. Non ci basta", ribadisce la Bongarzone ai nostri microfoni.  
 
Elisabetta Severino


Ascolta l'intervista a Lucia Bongarzone

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]