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Un Paese dalla politica snaturata

Il commento di Luca Alessandrini rispetto al panorama storico e politico in cui siamo inseriti.


di redazione
Categorie: Politica
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Un'Italia ingovernabile, nessuna maggioranza al Senato. Alla Camera il primo partito è il Movimento 5 Stelle. Un risultato che se analizzato storicamente denota una crisi della politica istituzionale e tradizionalmente intesa. Che non coinvolge solo il nostro paese ma l'intera Europa. Il commento di Luca Alessandrini.

Emerge dai risultati elettorali l'impossibilità di governare da parte di una sola coalizione. Un risultato insperato e inaspettato, soprattutto viste le previsioni. Alla Camera il primo partito è il Movimento 5 Stelle, che ha lo 0,1% in più del Pd. In Senato invece nessuno raggiunge i 158 seggi che avrebbero concesso la stabilità.

Un panorama che va a sommarsi a una situazione europea già abbastanza complessa. La crisi economica non ha semplicemente fatto emergere le contraddizioni del sistema di scambio ma anche di quello politico. Così emerge anche dal risultato delle nostre politiche un panorama di crisi politica, in linea in realtà con quello che sta succedendo in tutta Europa.

"La differenza sta nel fatto che in Italia le conseguenze sono più intense" avverte Luca Alessandrini, direttore dell'Istituto Parri.

Per questo la demagogia sembra agli occhi dell'elettorato un appiglio necessario: "Non è un giudizio di valore ma un dato oggettivo. Un partito come quello di Grillo non è un partito tradizionalmente inteso e ha costruito il suo successo sulla demagogia, che non garantisce il superamento di furberie e giochi di potere. Esistono grandi temi sbandierati e poi più nulla. Il nostro è un Paese dalla politica snaturata".

Per il direttore siamo di fronte a una replica di grande confusione simile al 1992, la così detta Prima Repubblica. Le nuove forze inesperte entravano in Parlamento proprio granzie alla demagogia e alla confusione del nostro panorama sociale, politico ed economico.

"Ciò che stupisce del nostro nuovo Parlamento non è la divisione in tre. E' che non esiste una possibilità di confronto con chi non ha una linea e un programma. Quale è la linea di Berlusconi? E quella di Grillo? E' evidente che siamo di fronte a un momento di confusione e non ci sono degli spiragli di risoluzione" continua Alessandrini.

Sono in crisi le istituzioni della democrazia contemporanea. "Ma questo succede in tutto il nostro continente e in tutto l'occidente: movimenti che sono contraddistinti da questa caratteristica, come quelli neonazisti, riscuotono un discreto successo anche in paesi come la Germania. Semplicemente da noi le coseguenze di tutto questo sono molto più evidenti perché la democrazia è meno solita e la trasparenza e la democraticità meno radicata" conclude Alessandrini.



Ascolta l'intervista a Luca Alessandrini direttore dell'istituto Parri

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