Un appello per creare anche in Italia un movimento politico anticapitalista e libertario. È l’iniziativa che vede tra i firmatari militanti sindacali, politici e femministe. “Il M5S rappresenta una rottura insufficiente”. Al centro beni comuni, ripubblicizzazioni e opposizione all’Europa della Troika. Il viaggio partirà da Bologna l’11 maggio.

“Parafrasando Brecht, al tavolo della politica italiana, l’unico posto vuoto è quello dell’anticapitalismo”. È in questo modo che Giorgio Cremaschi, ex sindacalista Fiom, spiega qual è il presupposto dell’appello diffuso in questi giorni e di cui lui è firmatario.
L’obiettivo di fondo è costruire anche in Italia un movimento politico anticapitalista e libertario che rappresenti una rottura netta con le politiche liberiste portate avanti in tutta Europa. No all’austerity, no al fiscal compact, no ai salvataggi delle banche e sì a beni comuni, ripubblicizzazione, nazionalizzazione delle banche e diritti del lavoro.

L’analisi che ha spinto un gruppo di militanti sindacali, politici e femministe ad elaborare l’appello prevede la bocciatura della classe politica attuale, italiana ed europea. “Hanno istituzionalizzato le misure della Thatcher”, osserva Cremaschi.
Una critica, però, viene avanzata anche alle formazioni di sinistra ed anticapitaliste rimaste nel nostro Paese: “Sono macerie, divise, in polemica al loro interno. Basti guardare Rivoluzione Civile che è stata un disastro”.
Scetticismo anche nei confronti del M5S, che secondo i firmatari dell’appello (visionabile qui), rappresenta sì una rottura, ma non sufficiente perché non basata su una trasformazione sociale. “Va bene lottare contro gli sprechi della politica – sintetizza Cremaschi – ma la crisi non si risolve tagliando le unghie alla casta”.

L’appello evoca due date cruciali nella storia europea: il 1948 e il 1945. “Ciascun popolo europeo deve combattere i propri nemici e rovesciare questa Europa delle banche”, afferma l’ex sindacalista Fiom.
I firmatari, infine, individuano anche il percorso da seguire: “Vogliamo con esso dare avvio a un viaggio comune nelle lotte e nelle sofferenze del paese. Alla fine di esso convocheremo una assemblea per decidere”. Il primo appuntamento riguarderà proprio la nostra città, Bologna, dove il prossimo 11 maggio partirà il viaggio anticapitalista e libertario.