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Un blitz (oggi) e un corteo (domani) contro la guerra

L'iniziativa promossa a livello nazionale dal coordinamento Eurostop.


di redazione
Categorie: Movimento, Esteri
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Lo striscione affisso su Porta Mazzini

I giovani comunisti di Bologna hanno affisso questa mattina uno striscione contro la guerra su Porta Mazzini. Domani, invece, mobilitazione nazionale contro i venti di guerra. A Bologna il ritrovo è alle 15 in piazza San Francesco. "Quando Renzi dice 'state sereni' è il momento di preoccuparsi".

La posizione ufficiale del governo italiano, che ha frenato sul coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto in Libia, convince poco. Qualche giorno fa, in occasione dell'intervento del ministro Paolo Gentiloni in Senato, la Rete Italiana Disarmo ed altre associazioni hanno dato vita ad un sit-in per chiedere trasparenza, ma le iniziative contro la guerra non sono affatto finite.
Questa mattina, a Bologna, i Giovani Comunisti hanno affisso uno striscione su Porta Mazzini, con lo slogan-hashtag "#LaGuerraFaSchifo e la paghi tu!". Una metafora per dire che "la guerra è alle porte".

L'azione precede quella che è la manifestazione organizzata per domani, a livello nazionale, dalla piattaforma sociale "Eurostop" e, a Bologna, dalla stessa piattaforma insieme al Coordinamento contro la guerra cittadino.
L'appuntamento felsineo è alle 15 in piazza San Francesco. Da qui, a seconda delle condizioni metereologiche, partirà un corteo che farà tappa davanti a diversi luoghi simbolo dell'economia bellica.

"Quando Renzi dice 'state sereni' è il momento di preoccuparsi", recita il comunicato di indizione della manifestazione.
"Noi siamo già dentro l'economia di guerra e le rassicurazioni del governo non sono sufficienti - spiega ai nostri microfoni Simone Gimona, segretario di Rifondazione Comunista, che partecipa all'iniziativa - Siamo la migliore portaerei Nato del Mediterraneo e diamo già un contributo con basi e installazioni militari, tra cui Muos, Sigonella, Aviano e Dal Molin".

La situazione internazionale, secondo i promotori della manifestazione, si riverbera all'interno degli stessi confini dell'Ue "dove i media e l'apparato istituzionale e accademico fomentano un clima già reso rovente da anni di crisi, austerità e diritti negati, preparando l'opinione pubblica allo sforzo bellico ed alimentando uno scontro di civiltà devastante - si legge nel comunicato di lancio - La vicenda delle contestazioni a Panebianco conferma come non si voglia concedere spazio alle voci di dissenso, spostando l'attenzione dal tema della guerra a quello della libertà di espressione".


Ascolta l'intervista a Simone Gimona

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