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Un'assemblea contro la privatizzazione del trasporto ferroviario

Sabato 15 febbraio si terrà una mobilitazione delle realtà coinvolte per dire no alla gara d'appalto.


di redazione
Categorie: Movimento
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Una serie di realtà cittadine si sono unite dando vita a un nucleo promotore per costruire una rete contro la privatizzazione del trasporto pubblico ferroviario. Un'assemblea regionale avrà luogo sabato 15 febbraio, per ribadire che "privatizzare significa peggiorare i servizi".

La Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, ha indetto una gara d'appalto per l'assegnazione della gestione del trasporto su ferro. L'appalto sarà affidato a giugno di quest'anno, l'inizio effettivo del servizio è previsto dall'1 gennaio 2017, e il bando, che sarà a lotto unico, prevede che chi si aggiudica il servizio sia tenuto a investire 500 milioni di euro per il rinnovo di almeno il 35 per cento del materiale rotabile.

"Come tutte le privatizzazioni significa un peggioramento del servizio, un aumento dei costi e un peggioramento anche della qualità dell'attività di lavoro", è il parere di Alessandro Bernardi, attivista già impegnato nella difesa della scuola pubblica a Bologna, che ai nostri microfoni presenta l'iniziativa prevista per sabato prossimo: "è un'assemblea che vuole permettere a tutte le realtà della Regione interessate di partecipare. Oltre a Usb, l'unico sindacato che non ha firmato l'accordo sulla clausola sociale - spiega Alessandro - c'è Asia, il Lazzaretto autogestito, Rivolta al debito, il Comitato No People Mover, il Pdci, il Partito Comunista dei Lavoratori. Vogliamo costruire una rete che possa allargarsi, contro la privatizzazione, vogliamo mettere in moto questo motore".

Alessandro ci spiega quali sono le ragioni per le quali è necessario opporsi alla gara d'appalto riguardante il trasporto ferroviario: "Tutte le privatizzazioni che ci sono state finora non hanno funzionato. Privatizzre significa che gli investimenti diminuiscono, calano i salari e le condizoni di lavoro, e peggiora anche il servizio erogato, perché chi subentra ha come unico obiettivo il proprio profitto".

"C'è stata - aggiunge Alessandro - una ubriacatura liberista che nel trasporto ferroviario ha portato l'alta velocità ad essere l'elemento principale delle compagnie che gestiscono il servizio". Ma questo è un servizio di cui usufruisce solo una minima parte dell'intera utenza, pertanto, "dovrebbe invece essere erogato un servizio efficiente per i pendolari. Gli investimenti dovrebbero essere orientati a privilegiare i tanti e non i pochi".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista ad Alessandro Bernardi

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