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Un altro 25 aprile della discordia tra ebrei e palestinesi

La comunità ebraica non sarà in piazza domani. L'Anpi annulla il corteo romano. La Mezza Luna Rossa: "nessun problema a sfilare con loro".


di Alessandro Albana
Categorie: Politica, Storia
bandiere sioniste al corteo del 25 aprile.jpg
Foto: frontepalestina.it

La comunità ebraica non sarà in piazza il 25 aprile. Ad annunciarlo è stato, qualche giorno fa, l'uscente presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici: "non ci saremo perchè è Shabbat e perchè la presenza dei filopalestinesi non ha nulla a che vedere". La risposta degli Amici della Mezza Luna Palesinese: "non abbiamo nessun problema a sfilare con loro". Sullo sfondo, gli scontri del 25 aprile dell'anno scorso. Intanto l'Anpi ha rinunciato al corteo romano.

In lungo e in largo hanno annunciato che non saranno in piazza per le celebrazioni del 70esimo della Liberazione. I membri della comunità ebraica romana, per bocca del presidente Riccardo Pacifici, spiegano così la decisione: "Ci sono due motivazioni"; il 25 aprile, infatti, "è sabato, lo Shabbat. Questo è l'aspetto formale. Vi è poi un aspetto politico. I gruppi filopalestinesi nulla hanno a che vedere con quella giornata specifica, è come se volessero aderire i movimenti per la casa o quelli che vogliono avere più sostegno ai malati terminali di cancro"

Durante le celebrazioni dell'anno scorso, a Roma e Milano si sono registrate tensioni tra la comunità ebraica e la Brigata Ebraica, da un lato, e i gruppi filopalestinesi dall'altro. Ma di "cacciata dell'ebreo" proprio non si può parlare. A chiarirlo è lo stesso Pacifici: "gli ebrei non sono stati cacciati assolutamente. Ci si era dati un appuntamento davanti al Colosseo, e guarda caso quelle organizzazioni si sono date appuntamento esattamente nello stesso posto. A casa mia queste si chiamano provocazioni".

"Cacciata" a parte, una narrazione consueta si è sforzata di stabilire chi fosse l'aggressore e chi l'aggredito. Chi era in piazza a Roma - e chiunque abbia una connessione internet e abbia visionato i video di quella giornata - potrebbe raccontare una storia diversa. Non solo "gli ebrei non sono stati cacciati"; la Brigata Ebraica ha ripetutamente urlato insulti e ha ripetutamente cercato il contatto con i gruppi filopalestinesi. Yousef Salman, fondatore di Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese, quel giorno era in piazza e, racconta, "noi siamo stati aggrediti, anche fisicamente, un cittadino italiano sostenitore della causa palestinese è stato colpito quel giorno".
Numerosi video mostrano anche un adirato Pacifici precipitarsi giù dal palco da cui aveva preso la parola. "Sono stato apostrofato come un fascista - si giustifica - Non prendo lezioni di antifascismo da nessuno. Avevo tutto il diritto di scendere da quel palco".
 
A una prima lettura potrebbe essere derubricata come "guerra di bandiere": Pacifici e la Brigata Ebraica rifiutano la presenza della bandiera palestinese, i filopalestinesi non vogliono che si sventoli quella israeliana: "noi abbiamo sempre contestato la presenza della bandiera d'Israele - riderisce Salman - Cosa c'entra la bandiera di una nazione coloniale, militare, occupante con la liberazione?". Ma c'è, naturalmente, dell'altro.
Durante la seconda guerra mondiale, ricorda Pacifici, "il gran muftì di Gerusalemme, i palestinesi, stavano dalla parte sbagliata, stavano con i nazisti, stavano coi nostri oppressori", e questo spiegherebbe, in definitiva, l'illeggitimità della presenza bandiera palestinese il 25 aprile. Quello che rimane da capire è cosa c'entri la Palestina di oggi con quella di 70 anni fa, sia territorialmente - ci sia concesso - che politicamente. Se è questo, il ragionamento che passa, sarebbe opportuna l'assenza dalle piazze di italiani, tedeschi, spagnoli, giapponesi, tutti ex "alleati" della Germania nazista.

Per Salman si tratta di "stupidaggini: per non affrontare il presente e il futuro si va a cercare a 50, 60, 70 anni fa. Sono accuse ridicole, meschine. Da Salman è arrivata anche la disponibilità "a sfilare insieme alla comunità ebraica o all'Aned [l'Associazione Nazionale degli Ex Deportati, ndr], dato che sono cittadini che festeggiano la Liberazione dall'occupazione nazista straniera e dal nazifascismo".

Per la prima volta dalla Liberazione del 1945, l'Anpi, per evitare disordini, ha annullato il corteo romano e comunità ebraica e Aned hanno annunciato la loro assenza. È Shabbat e ci sono i filopalestinesi, "non vogliamo ritrovarci com'è successo l'altr'anno, in un agguato, abbiamo fatto appello a non andare", conclude Pacifici. Un paio di domande restano, però, in sospeso. Sono quelle di Salman: "chi è il nazista, adesso? Chi è che nega l'esistenza dell'altro? Le parole di Pacifici o chiunque altro, non possono nascondere la verità. Tutto il mondo ha assistito l'anno scorso all'attacco criminale che ha subito Gaza. Continuiamo a parlare di un palestinese che è andato a incontrarsi con Hitler?".


Ascolta l'intervista a Riccardo Pacifici

Ascolta l'intervista a Yousef Salman

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