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Un'altra politica migratoria è possibile: il manifesto dell'Asgi

L'associazione attacca il governo sull'accordo con la Libia e propone di ribaltare le politiche.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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L'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione presenta il proprio manifesto su immigrazione e asilo: è possibile ribaltare l'attuale politica europea. E sugli accordi con la Libia attacca: "Sta avvenendo fuori dalla legalità. L'articolo 80 della Costituzione prevede che gli accordi internazionali di natura politica siano ratificati dal Parlamento. Siano pubblici".

L'accordo tra l'Italia e la Libia sulla questione dei flussi migratori avviene in una situazione di profonda illegalità. Ad affermarlo sono gli avvocati dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, che ricordano come l'articolo 80 della Costituzione prevede che gli accordi internazionali di natura politica siano ratificati dal Parlamento. Il governo italiano, invece, sta procedendo in maniera diretta, senza il mandato delle camere.
Ieri l'Asgi ha presentato il proprio manifesto sull'immigrazione e l'asilo, in cui dimostra che una politica migratoria diversa da quella italiana ed europea non solo è possibile, ma necessaria.

L'Asgi propone in sostanza di ribaltare l'approccio attuale, che è anche la causa di molti problemi che dobbiamo fronteggiare, dalle morti in mare all'irregolarità.
Il primo punto del manifesto, come spiega ai nostri microfoni Gianfranco Schiavone, vicepresidente dell'associazione, prevede di rendere possibili ingressi regolari per motivi diversi dalla protezione internazionale.
L'attuale e sostanziale impossibilità di ingresso in Italia e in Europa ha alimentato i canali irregolari, come il traffico degli esseri umani, ha impedito un veloce inserimento sociale dei migranti e ha ostacolato persino il canale dell'asilo, che a volte viene usato impropriamente.

Il secondo punto riguarda la stabilizzazione dei soggiorni. I tempi attuali dei permessi di soggiorno sono troppo brevi per trovare lavoro. In questo modo la vita dei migranti, oltre al lavoro stesso, è precarizzata. Decine di migliaia di persone che vivono regolarmente in Italia e producono ricchezza rischiano di trovarsi privi di assistenza e permesso di soggiorno, venendo spinti verso l'esclusione e l'emarginazione.
Il terzo punto prevede la convertibilità dei permessi. Non si capisce perché un migrante inizialmente arrivato, ad esempio, per fare richiesta di asilo politico non possa, invece, avere un altro tipo di permesso qualora abbia trovato lavoro e la sua domanda venisse respinta.

Il tema dell'asilo, con un miglioramento delle condizioni dell'accoglienza e la qualità delle procedure nell'esame delle domande, oggi molto bassa, sono al quarto punto del manifesto dell'Asgi.
Quello successivo, invece, riguarda il tema della cittadinanza. "La situazione in Italia è imbarazzante - afferma Schiavone - la legge che dovrebbe introdurre lo ius soli viene continuamente rimandata e quella vigente ha un'impostazione che risale agli inizi del '900.

L'ultimo punto riguarda il tema della detenzione amministrativa finalizzata alle espulsioni: gli ex cie, ora cpr. Per l'Asgi le espulsioni devono tornare ad essere l'ultima ratio, riservata a pochi soggetti che costituiscono un effettivo pericolo o il cui percorso migratorio sia fallito. Per eseguire le poche e necessarie espulsioni, del resto, i centri di detenzione non servono assolutamente a nulla.


Ascolta l'intervista a Gianfranco Schiavone

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