Il Comitato per l’alternativa al Passante Nord, guidato da Gianni Galli e appoggiato dalla consigliera comunale Federica Salsim svela le criticità taciute ai bolognesi dopo l’accordo firmato il 29 luglio scorso.

Una strada a due corsie (e non tre), un sovra-pedaggio che penalizzerà sopratutto i pendolari e i bolognesi, un muraglione altro 3,7 metri che si alzerà nella pianura. Sono alcuni degli aspetti legati alla realizzazione del Passante Nord, a fronte di un alleggerimento del traffico su tangenziale e autostrada che sarà solo del 12% invece che del 20% stimato. I dati sono stati evidenziati in conferenza stampa questa mattina dal Comitato per l’alternativa al Passante Nord, che da anni sostiene la necessità di un progetto diverso per il nodo viario di Bologna.

Quella attuale è “un’operazione che non si giustifica – spiega il presidente del Comitato Gianni Galli – noi guardiamo al futuro, il progetto attuale invece guarda alla preistoria”. A cominciare dai benefici citati dagli amministratori locali, una evidente ‘bugia’. “Il Passante ci viene spacciato come un’opera che mitigherà l’inquinamento- attacca la consigliera Federica Salsi – e invece facendo fare ai veicoli chilometri in più avrà l’effetto di produrre un numero maggiore di emissioni. Non si può spacciare certo come opera ecologica”.

Poi c’è il problema dei costi. Per il Comitato la nuova infrastruttura andrà a pesare sulle tasche dei cittadini, a cominciare dal sovra-pedaggio di 15 km per chi entra ed esce dai caselli di Bologna. “Una spesa che colpirà sopratutto bolognesi e pendolari”, conclude Galli.   

Ilaria Chia