Radio Città Fujiko»Notizie

Tutt'Europa è paese: la Francia sgombera Calais

Cominciate questa mattina le operazioni di sgombero al confine francese.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti, Esteri
Calais2.jpg

Dopo Idomeni e Ventimiglia, ora tocca a Calais. La Francia sgombera i migranti fermi al confine, deportandoli in 280 strutture in giro per il Paese. L'obiettivo è solamente quello di rendere meno lampanti le contraddizioni delle politiche migratorie europee.

Hanno un bel da dire Renzi e Padoan, che nei giorni scorsi, per avere un po' di sconti da Bruxelles sulla finanziaria, hanno segnalato un bivio per il Vecchio Continente: da un lato l'Europa dell'accoglienza (che sarebbe rappresentata dall'Italia), dall'altro l'Europa dei muri (rappresentata dai Paesi dell'est, come l'Ungheria). In realtà, se restiamo alle pratiche, l'Ue sembra più cementata che mai. Ovunque, infatti, assistiamo a sgomberi di campi migranti e provvedimenti che servono solo a non rendere troppo lampanti le contraddizioni delle politiche migratorie europee.

A Idomeni come a Ventimiglia - e oggi a Calais - da nord a sud e da est a ovest i governi europei adottano le stesse pratiche: sgomberare e deportare i migranti che sono in attesa di varcare i confini della Fortezza Europa.
Nella cittadina francese sono cominciate all'alba di questa mattina le operazioni di sgombero della "Giungla", l'accampamento di migranti che volevano raggiungere il Regno Unito, che nei mesi si era ingrossato al punto da essere abitato da 6mila persone.

Nonostante gli allarmi e il dispiegamento di forze dell'ordine, come si confà alle operazioni mediatiche, la deportazione dei migranti in 280 strutture sparse per la Francia si sta svolgendo in modo tranquillo.
Così come era successo a Idomeni e Ventimiglia, però, l'operazione servirà solamente a non consentire grandi assembramenti lungo i confini, ma il nodo di fondo, ovvero la gestione dei flussi migratori su suolo europeo, rimane sostanzialmente irrisolto.

Le misure di ripartizione tra Stati membri sono letteralmente naufragate, abortite prima di nascere e, vale la pena ripeterlo, l'orientamento dell'Ue sembra quello dello scaricabarile: accordi multilaterali con i Paesi di provenienza o di transito, spesso instabili e pericolosi, per frenare gli arrivi sul suolo europeo.
Il tutto in barba ai diritti umani e alle convenzioni internazionali, che imporrebbero (a questo punto il condizionale è d'obbligo) l'accoglienza e l'esame delle posizioni individuali dei profughi per decidere se concedere o meno l'asilo politico.

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]