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"Troppe deroghe", i dubbi sulla legge sul consumo di suolo

Legambiente avanza critiche al disegno di legge regionale.


di redazione
Categorie: Ambiente
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Il disegno di legge regionale sul consumo di suolo contiene troppe deroghe, non prevede compensazioni e ha tempi lunghi che provocheranno una sorta di "corsa al cemento" prima che entri in vigore. Così Legambiente critica il provvedimento della Regione Emilia Romagna. Positivo invece il capitolo sulla riqualificazione urbana. L'intervista a Lorenzo Frattini.

"Il disegno di legge regionale non arriva in fondo al consumo di suolo, ma si ferma a metà strada". Così Legambiente esprime perplessità sul testo in discussione in Regione, che introdurrebbe per la prima volta un limite al cemento sul suolo emiliano romagnolo.
Il problema, però, sono le tempistiche previste dalla norma, la mancanza di compensazioni e l’eccesso di deroghe i punti deboli della proposta presentata dalla Giunta regionale.
“La giunta presenta un testo di legge che ha alcune caratteristiche indubbiamente innovative - osserva il presidente regionale dell'associazione ambientalista, Lorenzo Frattini - Di fatto pone un tetto al consumo di suolo che fino ad ora non era mai stato indicato: a partire da tre anni dopo l’approvazione fissa un tetto al 3% dell’urbanizzato, che rappresenta circa un 27-30% delle previsioni urbanistiche attuali”.

I limiti che Legambiente rileva però sono, da una parte, il fatto che in questi tre anni ci sarà una corsa ad accaparrarsi tutto il possibile. In particolare, alcuni Comuni stanno già partendo con i Piani Urbanistici Attuativi, perché poi dopo i tre anni il margine di manovra sarà minore.
"Dopodiché – continua Frattini – c’è tutta una serie di interventi derogati soprattutto per quanto riguarda le attività produttive, che non vengono contabilizzate, per cui si lascerebbe spazio ai Comuni di decidere di far consumare suolo anche in campagna. Il limite rischia dunque di essere aleatorio: in questi anni si è visto che già le norme c’erano ma quando c’era qualcuno che voleva costruire nessun comune si è tirato indietro”.

Un punto focale delle critiche mosse da Legambiente riguarda il fatto che la norma non preveda alcun obbligo di compensazione ambientale, dove la cementificazione dovrebbe presupporre un saldo adeguato.
“Compensare vuol dire togliere cemento altrove - spiega Frattini - Dipende banalmente da dove vado a costruire: se si costruisce in piena campagna si consuma un suolo di pregio, dunque si avrebbe bisogno di una compensazione forte, di almeno 1:1. Se, invece, si interviene in zone interstiziali, in zone urbane già pregiudicate, il tipo di intervento è differente".
La compensazione serve a costituire un ulteriore vincolo economico nel disincentivare la speculazione. Qualche deroga, per gli ambientalisti, ci può essere ma deve costare tanto da essere realizzabile solo in mancanza di alternative.

Un punto a favore del disegno di legge, però, riguarda la riqualificazione urbana. “La norma – secondo Frattini – lavora bene sugli incentivi di rigenerazione urbana. Sono previsti meccanismi di sgravio fiscale per chi costruisce in città, nell’abbattere e riscostruire gli edifici obsoleti in un’ottica di riqualificazione. Questo aspetto positivo andrebbe affiancato da una maggiore rigidità sul consumo di suolo, che permetterebbe di arrivare ad una legge veramente positiva”.

Cristiano Capuano


Ascolta l'intervista a Lorenzo Frattini

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