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Tre morti negli scontri di piazza in Corea del Sud

Gravi disordini nelle strade di Seul dopo la destituzione della presidente


di redazione
Categorie: Esteri
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Tre vittime e due feriti gravi si contano in Corea del Sud successivamente agli scontri che hanno contrapposto la polizia ai sostenitori della presidente Park Geun-hye, per la quale la Corte Costituzionale ha confermato, pochi giorni fa, l'impeachment dichiarato dal Parlamento. Ne parliamo con la giornalista Alessia Cerantola.

Abuso di potere, corruzione, estorsione, rivelazione di segreti d’ufficio. Gli ultimi mesi della presidenza di Park Geun-hye non erano stati di certo segnati dalla tranquillità. Le torbide acque in cui navigava già da tempo l'ormai ex-presidente della Corea del Sud si sono tramutate in aperta burrasca dopo la notizia del voto unanime dell'Alta Corte che, di fatto, poneva fine al suo mandato. Violenti scontri si sono verificati nelle strade di Seul tra le forze dell'ordine e i sostenitori di Park: il bilancio è di tre morti e due feriti in condizioni gravi.

Ma qual è stato il percorso che ha portato all'impeachment di Park Geun-hye?
La giornalista Alessia Cerantola, che segue attentamente la politica dell'estremo oriente, ci spiega che, nei 4 anni di carica, gli ultimi mesi sono stati i più convulsi per l'ex presidente, la quale è stata coinvolta in uno scandalo che ha visto come protagonista principale Choi Son-sil, una consulente che i media hanno dipinto come una sorta di Rasputin coreana. Si tratta di una figura ambigua legata al giro di affari di una serie di conglomerati industriali nazionali tra cui Samsung, il cui vice presidente del Cda, Lee Jae-yong, è stato arrestato per uno scandalo riguardante tangenti versate alle due.

Secondo Cerantola, un decisivo peso sulla destituzione di Park Geun-hye è stato esercitato anche da due vicende in particolare, di cui si è accusato il governo dell'ex presidente di pessima gestione: una è il naufragio del traghetto Sewol, avvenuto nell'aprile del 2014, durante il quale persero la vita quasi trecento persone, l'altra è stata l'emergenza sanitaria legata al virus MERS.
"Durante le proteste degli ultimi giorni – continua la giornalista – sono scese in piazza sia persone a favore sia persone contro Park. Molti lo hanno fatto per festeggiare la fine del mandato, altri per manifestare appoggio, ed è tra i secondi che pare si contino i morti degli scontri con le forze dell'ordine".

Gli scandali, le tangenti e la corruzione avevano, negli ultimi tempi, determinato una flessione drastica nei consensi dell'ex presidente. Nonostante ciò, Alessia Cerantola sottolinea come una fetta conservatrice dell'elettorato continuasse ad essere particolarmente forte soprattutto perché, nella maggioranza dei casi, rappresentante di un tessuto sociale, e quindi a un elettorato, legato alle aziende con cui Park Geun-hye intratteneva stretti rapporti e che impiegano migliaia e migliaia di coreani.

Si prospettano, ora, scenari incerti in Corea del Sud: nuove elezioni sono state indotte con tempistiche concise e fissate al prossimo 9 maggio. Favorito è il candidato dell'opposizione progressista Moon Jae-in, che si è espresso sfavorevolmente sul sistema antimissilistico americano recentemente installato. Proprio durante questa settimana dovrebbe aprirsi un tavolo di contrattazioni quadrilaterale tra i rappresentanti del governo coreano, il segretario di stato Usa Tillerson, il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro giapponese Abe.


La pluralità degli attori in gioco negli affari coreani porta anche a domandarsi quali prospettive si aprono per un possibile miglioramento del dialogo tra le due Coree.
“Sotto Park Geun-hye – ci spiega Cerantola – c'è stato un irrigidimento dei rapporti. Il sud gioca un ruolo fondamentale, ma parliamo di un paese che deve ristrutturarsi per pensare ad un futuro di riapertura, che al momento sembra essere al di là di ogni previsione. Una politica più distesa potrebbe almeno rallentare gli eccessi e le insicurezze di Kim Jong-un, che si sono manifestate fin ora tramite una politica tanto aggressiva”.

Cristiano Capuano


Ascolta l'intervista ad Alessia Cerantola
Tags: Protesta, Esteri

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