Radio Città Fujiko»Notizie

Tra Galliera e Scampia la (R)esistenza alla camorra

La storia di collaborazione e solidarietà tra il paese in provincia di Bologna e una cooperativa del quartiere napoletano.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Società
10565167_10203332077294383_1336588301302146536_n.jpg

Le finestre realizzate da artigiani di Galliera, in provincia di Bologna, sugli infissi di una scuola di Scampia, gestita da una cooperativa che tenta di strappare i giovani al proselitismo della camorra. Un'alleanza solidale tra nord e sud che testimonia un impegno comune nella lotta alle mafie.

Il coraggio e la determinazione di Scampia, la generosità e la solidarietà di Galliera. Sono gli ingredienti di una bella storia di lotta alla camorra, che merita di essere raccontata. Una storia di impegno che attraversa lo Stivale e che vede coinvolte una cooperativa che gestisce alcuni beni confiscati nel quartiere napoletano e l'amicizia e la solidarietà che arrivano dalla provincia di Bologna.
Un impegno comune che si realizza in atti concreti, come la realizzazione di finestre ed infissi destinate ad una ex scuola di Scampia, passata nelle mani della camorra che ne aveva fatto un deposito di armi e un ricovero per i tossicodipendenti a cui vendeva l'eroina, ma che è stata recentemente restituita alla collettività, per diventare una comunità penale per i minori, una scuola di cinematografia e di musica.

È nel 2008 quando nasce l'associazione “(R)esistenza Anticamorra”, che si trasformerà in cooperativa nel 2012. L'idea è quella di dare alternative lavorative alle piazze di spaccio, che a Scampia segnano un epicentro.
“A Scampia il tasso di disoccupazione è al 75% - ci racconta Ciro Corona, giovane presidente della cooperativa – ed è il quartiere con il più alto tasso di abbandono ed evasione scolastica”.
(R)esistenza Anticamorra, in un primo momento, è andata casa per casa a svegliare ragazzi e ragazze per riportarli a scuola. Un obiettivo riuscito, perché i banchi delle aule sono tornati a ripopolarsi.

“Il passo successivo, però, doveva essere quello di dare un'alternativa ai ragazzi – spiega Ciro -  perché altrimenti la camorra li avrebbe impiegati come vedette dello spaccio, pagandoli 200 euro per cinque ore di lavoro. Una cifra che fa gola a molti adolescenti, che con quei soldi si possono comprare le scarpe o i telefonini”. 
Così è nata l'idea di prendere in gestione un bene confiscato: 14 ettari di vigneto e pescheto a Chiaiano, con una produzione di 200 tonnellate di pesche all'anno e del primo vino Falanghina prodotto su un bene confiscato in Campania.

“Quelli che dovevano essere i figli dei camorristi ora lavorano nei terreni confiscati – osserva con orgoglio il presidente di (R)esistenza – Insieme a loro lavorano i detenuti e i minori dell'area penale”.
Un tema, quello del lavoro, che è centrale nel contrasto alla mafia, che grazie alla disponibilità di liquidità riesce letteralmente a comprare le persone. “La camorra non si combatte con i convegni – afferma Ciro – ma creando lavoro, perché attraverso il lavoro le persone riacquistano dignità”.
È proprio a questo scopo che in Campania è nata una rete di economia sociale, la Nuova Cooperazione Organizzata (Nco) che, strappando l'acronimo alla Nuova Camorra Organizzata di Cutolo, si occupa proprio di reinserimento lavorativo di classi svantaggiate sui beni confiscati.

Cosa c'entra, però, la provincia di Bologna? “A Scampia ci sono tanti edifici abbandonati – racconta Ciro – in particolare c'era un'ex scuola dismessa, che la camorra aveva trasformato in un deposito di armi e in un ricovero per i tossicodipendenti a cui vendeva la droga. Dopo cinque anni di lotta con l'Amministrazione, siamo riusciti ad entrare nell'edificio e a bonificarlo, ma una notte abbiamo subito il furto di tutte le finestre”. La notizia è giunta alle orecchie di Giuseppe Chiarillo, ex sindaco di Galliera, dirigente di Coop Adriatica e, soprattutto, responsabile di Avviso Pubblico, la rete di Amministratori locali contro le mafie.

Mescolando i suoi tre lavori e intrecciando amicizie e conoscenze, Giuseppe ha dato vita ad una fitta rete di solidarietà che collega le cooperative che gestiscono i terreni confiscati alle mafie, artigiani ed imprese del territorio, Coop Adriatica e Legacoop.
“L'azienda Antomas di Galliera mi ha offerto l'appoggio del suo magazzino – racconta Chiarillo - dove, insieme a professionisti ed artigiani, realizziamo arredi, infissi e ciò di cui le cooperative hanno bisogno”. Una volta realizzati, i manufatti vengono trasportati e installati direttamente in loco.

Le finestre per la scuola di Scampia sono solo il primo prodotto di questa rete solidale, che volontariamente e gratuitamente mette a disposizione le proprie competenze e le proprie risorse. Per un agriturismo di Mesagne, invece, sono stati realizzati degli arredi.
“Sia sui terreni confiscati che qui a Bologna lavorano tanti giovani – osserva Giuseppe – Penso che sia anche attraverso progetti e collaborazioni concrete come queste che si faccia educazione alla legalità”.

Le finestre di Galliera ora proteggono dai furti e dal maltempo la scuola di Scampia, che ora è diventata una comunità penale per minori, dove c'è anche una scuola di cinematografia e una scuola di musica. L'obiettivo è sempre lo stesso: offrire un'alternativa alle giovani generazioni, per costruire una generazione che sfugga ai richiami della camorra.

Ascolta l'intervista a Ciro Corona

Ascolta l'intervista a Giuseppe Chiarillo
10403011_10204873037777432_8397356556577640467_n.jpg
Ciro.jpg chiarillo-giuseppe3_300.jpg

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]