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Titan, l'occupazione contro la disoccupazione

I 186 lavoratori dello stabilimento di Crespellano non ci stanno ad essere licenziati.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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"Da qui non esce un bullone". Prosegue l'occupazione della Titan di Crespellano, dopo che l'azienda ha avviato le procedure di licenziamento per 186 tra operai e impiegati. Giovedì manifestazione sotto Unindustria a Bologna. Chiesto un tavolo con le Istituzioni. I lavoratori compatti: "Non ci divideranno".  GUARDA IL VIDEO.

I 186 lavoratori della Titan Italia di Crespellano non ci stanno a finire in mezzo ad una strada. L'azienda ha aperto formalmente le procedure di licenziamento ed ora c'è poco più di un mese per trovare una soluzione che salvi operai e impiegati. La rabbia dei lavoratori, oltre che per il rischio concreto di perdita del posto, sta anche nelle modalità: la comunicazione è arrivata via e-mail.
La ragione che adduce l'azienda per la chiusura del sito produttivo nel bolognese è la crisi: -36% il fatturato dal 2011 e -20% sono l'anno scorso, ma tra i lavoratori e nel sindacato c'è il sospetto che non si tratti solo di questo.

"L'azienda ha aperto uno stabilimento in Turchia - osserva Michele Bulgarelli, funzionario Fiom - C'è il rischio che voglia abbandonare l'Italia, oltretutto dopo aver preso soldi pubblici per lo stabilimento terremotato di Finale Emilia".
E proprio a Finale l'azienda vorrebbe trasferire 62 lavoratori, mantenendo altre 34 persone in nuovi uffici a Crespellano, ma ai metalmeccanici la proposta sembra solo una strategia per dividere i lavoratori. "A Finale Emilia c'è già un 40% di contratti di solidarietà e 90 esuberi dichiarati - spiega Bulgarelli - Se fosse una proposta concreta non sarebbero partite 186 procedure, ma solo 75".

"Non ci divideranno - fa eco Giovanni Anselmi, rsu Fiom alla Titan - Accetteremo solo soluzioni che salvano tutti".
Da venerdì la fabbrica è occupata. Il lavoro all'interno prosegue, ma i camion possono solo scaricare materiale per la lavorazione, nulla può essere caricato. "Da qui non esce un bullone", ribadiscono i lavoratori, che vogliono impedire alla proprietà di portare via i macchinari.
Per questo, oltre ai turni di lavoro, gli operai si alternano anche in turni di presidio che si svolgono giorno e notte.

Sul fronte istituzionale è stata chiesta a Regione, Provincia e Comune di Crespellano l'apertura di un tavolo, mentre ieri è già arrivato un odg di solidarietà del Consiglio Metropolitano.
Ad accompagnare la lunga trattativa che si profila all'orizzonte, la Fiom ha già indetto un presidio e una manifestazione per giovedì prossimo, 23 ottobre, che partirà dal Tribunale di Bologna e terminerà sotto la sede di Unindustria. "Vogliamo dire agli imprenditori - spiega Bulgarelli - che non si può accompagnare per mano il nuovo insediamento della Philip Morris (a pochi kilometri di distanza dalla Titan ndr) e disinteressarsi dello smantellamento di un altro stabilimento".


Ascolta l'intervista a Michele Bulgarelli e Giovanni Anselmi

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