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Terrorismo vs integrazione, molto ruota intorno alla cittadinanza

La Francia rinuncia al progetto securitario, l'Italia latita sullo Ius Soli.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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François Hollande rinuncia allo stato di emergenza in Costituzione, in particolare alla norma per togliere la cittadinanza ai condannati per terrorismo. Intanto in Italia latita la legge sullo Ius Soli, strumento di integrazione che potrebbe essere utile ad arginare il canto delle sirene jihadiste.

François Hollande alla fine ha desistito. Il suo annuncio in pompa magna, a tre giorni dagli attentati del 13 novembre a Parigi, dello stato di emergenza in Costituzione, con la norma che prevedeva di revocare la cittadinanza francese ai condannati per terrorismo, ha dovuto scontrarsi con le divisioni interne al Partito Socialista e coi problemi che una norma del genere avrebbe creato.
A raccontare ai nostri microfoni il percorso che ha portato il presidente francese alla rinuncia è stata Giulia Siviero, giornalista de Il Post , che sottolinea come a trarne vantaggio politico sarà la destra di Sarkozy.

L'approccio securitario e la sottrazione di diritti, del resto, si stanno rivelando totalmente inefficaci sia nel garantire la tanto declamata sicurezza, sia nel prevenire la fascinazione e l'arruolamento di giovani europei nelle fila jihadiste.
A parte Magdi Cristiano Allam, Matteo Salvini ed altri pochi fomentatori dello scontro di civiltà, sono pochi anche in Italia quelli che credono che la risposta al terrorismo si trovi nella guerra o nella limitazione delle libertà personali.

Persino il premier Matteo Renzi, all'indomani degli attentati di Parigi, indicò una strada diversa, fatta di cultura ed integrazione. Una presa di posizione importante, cui però seguì la proposta-spot dei 500 euro per i consumi culturali dei giovani.
Il Parlamento italiano, però, ha tra le mani uno strumento di integrazione ben più strutturale ed efficace: la legge sulla cittadinanza per le seconde generazioni. Dopo l'approvazione in prima lettura di un testo deludente e annacquato, il cosiddetto "Ius Soli temperato", la legge si è arenata in Senato, con l'esplicita motivazione che sarebbe risultata impopolare in un momento come questo.

Mercoledì scorso le associazioni della campagna "L'Italia sono Anch'Io" sono state audite dalla Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Filippo Miraglia, responsabile di Arci Immigrazione, ci racconta dell'incontro con non poca preoccupazione per l'iter del provvedimento. "La presidente Angela Finocchiaro non ci ha dato molte speranze per una veloce calendarizzazione", spiega Miraglia.
Eppure, come l'esponente dell'Arci sottolinea, è proprio ora che servirebbe estendere i diritti e non negarli. 


Ascolta l'intervista a Giulia Siviero

Ascolta l'intervista a Filippo Miraglia

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