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Studenti, famiglie e rifugiati, l'affitto è sempre più un problema

In città persistono le difficoltà abitative, ma le politiche comunali sono ambigue.


di redazione
Categorie: Casa
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Dopo i problemi degli studenti a trovare appartamenti in affitto, anche a causa della crescita delle locazioni turistiche, la direttrice dell'area Benessere di Comunità del Comune lancia l'allarme per i richiedenti asilo: "Impossible reperire alloggi". Nel frattempo Palazzo D'Accursio si candida ad acquisire immobili confiscati alla mafia e realizzare alloggi per famiglie in difficoltà, ma Coalizione Civica sottolinea l'incoerenza: "La Giunta ha autorizzato Asp a vendere decine di immobili in pieno centro".

Il problema della casa a Bologna persiste e, se possibile, addirittura si complica. Sia i dati sul rischio povertà in Italia che quelli sui redditi dei bolognesi registrano una tendenza all'aumento della disuguaglianza e per questo le difficoltà di molte famiglie a pagare l'affitto non sono affatto risolte.
Ad inizio autunno, sotto le Due Torri, si è registrato ciò che era già capitato altrove: l'aumento delle locazioni turistiche ha fatto diminuire sensibilmente gli alloggi in affitto per gli studenti fuorisede e in quell'occasione il dito è stato puntato verso Airbnb e le altre piattaforme analoghe.

Di ieri, invece, l'allarme lanciato dalla direttrice dell'area Benessere di Comunità del Comune, Maria Adele Mimmi, che in commissione ha spiegato come sia praticamente impossibile reperire alloggi in locazione destinati ai richiedenti asilo, sia a Bologna che nell'area metropolitana. Nonostante la locazione abbia garanzie ministeriali, infatti, i proprietari di immobili non vogliono affittarli per l'accoglienza di richiedenti asilo e ciò ha due effetti: il rallentamento del passaggio del modello di accoglienza dai Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e la mancata riduzione delle spese comunali nel settore dell'accoglienza.

A testimoniare che il problema della casa è reale è direttamente lo stesso Comune, che da un lato oggi annuncia un bando da quasi un milione e mezzo di euro per contributi per l’affitto destinati a nuclei con un Isee non superiore a 10.000 euro e, dall'altro, mercoledì scorso ha formalizzato la manifestazione di interesse per acquisire gli immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nel territorio cittadino, e in particolare il compendio di Villa Celestina (viale Aldini/via Boccaccio) e due appartamenti, uno in via Matteotti e l’altro in via E.A.Poe. L’acquisizione del compendio di Villa Celestina sarà destinato a fini sociali e cioè alla realizzazione di alloggi per persone che si trovano in situazioni di disagio abitativo. I due alloggi invece saranno destinati all’accoglienza nell’ambito del progetto Sprar.

La stessa giunta comunale, però, in questi giorni ha autorizzato Asp Città di Bologna alla vendita dell'intero complesso denominato "Palazzo dell'Istituto di Aiuto Materno e di Assistenza ai Lattanti" compreso tra le via Don Minzoni, F.lli Rosselli, del Porto. La denuncia arriva da Coalizione Civica, che sottolinea l'incoerenza delle politiche comunali proprio sul tema dell'emergenza abitativa.
"La Giunta Merola - si legge nel comunicato della lista di opposizione - pensa sia cosa buona e giusta disfarsi di una proprietà pubblica di grande valore in pieno centro: decine di appartamenti di cui molti di grandi dimensioni (per i primi 10 la vendita era già stata già autorizzata nel 2016)".

ASCOLTA L'INTERVISTA A FEDERICO MARTELLONI, CAPOGRUPPO DI COALIZIONE CIVICA:

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