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Strage di Christchurch, le comunità islamiche scrivono al Viminale

Chieste rassicurazioni sulla sicurezza dei cittadini musulmani in Italia.


di redazione
Categorie: Politica
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Dopo la strage di musulmani in Nuova Zelanda, l'Ucoii scrive al ministro degli Interni Matteo Salvini per chiedergli di esprimersi contro l'islamofobia e a tutela di donne e uomini islamici residenti in Italia. Il presidente Yassine Lafram: "Non esistono guerre di religione, non facciamoci mettere gli uni contro gli altri".

50 morti e 36 persone ferite, che rimangono in ospedale. È questo il bilancio della strage compiuta venerdì scorso dal neofascista Brenton Tarrant a Christchurch, in Nuova Zelanda. Un massacro di persone inermi, radunate in preghiera dentro due moschee, che non spaventa solo i musulmani neozelandesi, ma ha effetti anche in Italia.
È per questo motivo che oggi l'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia ha preso carta e penna e ha scritto al ministro degli Interni Matteo Salvini, chiedendo di esprimere parole di rassicurazione per i cittadini italiani di fede islamica.

"Alla luce dei recenti fatti di cronaca internazionale e del crescente sentimento di sconcerto e timore che ha colto la nostra comunità musulmana chiediamo rispettosamente un Suo intervento per tutelare gli uomini e le donne di fede che ogni giorno si riuniscono nei centri islamici per lo svolgimento delle proprie attività congregazionali e religiose", si legge nella lettera di Ucooi.
Nel concreto, si chiede a Salvini, in quanto responsabile della sicurezza nazionale, che venga assicurata una costante vigilanza e tutela da parte delle forze dell’ordine dei luoghi dove i musulmani si riuniscono.

La preoccupazione è dovuta anche alla crescente propaganda islamofoba, la cui risonanza è tale da aver indotto i terroristi neozelandesi a "celebrare" anche l'attentatore di Macerata, Luca Traini.
"Indipendentemente da qual è la sua parte politica - afferma ai nostri microfoni Yassine Lafram, presidente nazionale di Ucoii - il ministro Salvini deve rassicurare e proteggere tutti i cittadini italiani".

Ieri, a Bologna, si è tenuta una fiaccolata proprio in memoria delle vittime di Christchurch. Alla comunità islamica bolognese è arrivata la solidarietà dell'arcivescovo Zuppi e dei vertici della comunità ebraica, Sermoneta e De Paz.
"Oggi non ci sono guerre di religione, né scontri di civiltà - mette in guardia Lafram - ma ci sono alcuni individui che rappresentano l'ideologia del terrore e della morte, e dall'altra parte ci siamo tutti noi, persone di buona volontà, che vogliono la pace e condividere quei valori universali che ci uniscono".

Il monito del presidente di Ucoii, quindi, è quello di non farci mettere gli uni contro gli altri.
In questo senso, la politica ha una sua responsabilità, sia in direzione positiva, cioè quella di placare gli animi e invitare alla convivenza, sia in chiave negativa, fomentando l'odio e la violenza.

ASCOLTA L'INTERVISTA A YASSINE LAFRAM:

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