Sarebbero 800, ma la cifra è destinata probabilmente ad aumentare, i migranti morti o dispersi negli ultimi tre giorni nel Mediterraneo. Il giornalista italo-libico, Mohammed Bashir Abukabda, spiega ai nostri microfoni cosa sta accadendo in Libia e il perchè dell’aumento delle traversate.

Era prevedibile che le partenze dalla Libia aumentassero, visto il cessate il fuoco temporaneo proclamato tra le fazioni in lotta. Questo ha dato nuovo impulso a quello che possiamo definire un commercio su larga scala. “. Non lascia troppo spazio agli equivoci il commento del giornalista italo-libico Mohammed Bashir Abukabda a proposito della strage di migranti. Si conterebbero almeno 800 tra vittime e dispersi.

Lo scenario, in questo momento, in Libia è desolante. Non c’è esercito, non ci sono forze dell’ordine a presidiare le coste. Se prima -spiega Abukabda- dispiace dirlo, Gheddafi controllava le partenze e utilizzava i migranti come arma di pressione contro l’Europa, ora non c’è nulla.”

Abukabda sgombra il campo dalle ipotesi circa l’esistenza di una sola grande organizzazione che dirige le traversate. “Non c’è una sola organizzazione. Spesso si tratta di organizzazioni piccolissime, quasi a conduzione famigliare, perchè per organizzare un viaggio del genere non ci vuole niente. Basta camminare per il centro di Tripoli per trovare centinaia di disperati disposti a qualsiasi cosa per partire, e un’imbarcazione non costa nulla. E’ un esercizio commerciale alla portata di tutti, per cui la situazione è destinata ad aggravarsi”

“In Libia -conclude il giornalista- non c’è una percezione della gravità della situazione. Anche Mare Nostrum e Frontex sono viste come operazioni di salvataggio, nulla di più. Ma il problema è che per adesso non ci sono interlocutori.