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Stop accoglienza, la Cgil risponde a Gualmini

La vicepresidente: "Ci fermiamo qui". "Un segnale di arretramento", risponde Bassoli (Cgil).


di redazione
Categorie: Politica, Migranti
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Foto: Cgil Umbria

La Camera del Lavoro risponde alla vicepresidente dell'Emilia Romagna Elisabetta Gualmini. L'altro ieri, in un'intervista a Repubblica sulle quote di accoglienza di migranti e richiedenti asilo, Gulamini ha risposto "Ci fermiamo qui". Per Bassoli (Cgil), "È una lotta intestina tra chi per primo vuole chiudere le porte" dell'accoglienza.

No al 'cattivismo', no al 'buonismo eccessivo' di certa sinistra. Queste le parole che la vicepresidente ed assessore al Welfare dell'Emilia Romagna, Elisabetta Gualmini, ha pronunciato in un'intervista a Repubblica dell'altro ieri. Sull'accoglienza, ha detto, "L'Emilia Romagna sta facendo la sua parte, ma è già sopra la quota".
A rispondere è la Camera del Lavoro di Bologna, che per bocca di Mirto Bassoli parla di "Una gara tra le regioni sulla pelle di chi ha più bisogno, in un contesto nazionale di totale inadeguatezza del sistema dell'accoglienza". Già venerdì, intanto, la Coalizione Internazionale Migranti e Sans Papier aveva annunciato di non partecipare "Al vomito istituzionale del 20 giugno", giornata mondiale dei rifugiati, in segno di protesta contro la gestione nazionale e metropolitana dell'accoglienza.

"Mi pare anche culturalmente un segnale di arretramento rispetto alla funzione che questa regione ha sempre svolto", spiega Bassoli a proposito delle dichiarazioni della Gualmini. "È vero - sostiene il sindacalista -  L'Emilia Romagna sta facendo tanto, ma i numeri ci dicono che probabilmente potrebbe fare anche di più".
A consumarsi, palesemente, "È una lotta intestina tra chi per primo vuole chiudere le porte", una partita di egoismo tra le regioni in cui si è rotta, platealmente, la solidarietà tra le regioni stesse. Di solidarietà con migranti e rifugiati, invece, pare decisamente azzardato discutere.

E dire che fino a due mesi fa, a seguito del naufragio che fece del Meditarraneo la tomba per 800 persone, furono in tanti, in Italia e in Europa, a esprimere parole cariche di umanità. "Di quel cordoglio - ricorda Bassoli - È rimasta l'emozione della prima ora, ma quando ci si misura con la necessità di compiere scelte difficili, tutto viene meno e c'è uno scaricabarile inaccetabile".

A rilevare, poi, è il dato politico. Evidentemente il limite all'accoglienza non è più solo appannaggio dei 'governatori ribelli' di certa destra. Le parole della Gualmini sono quelle di un'amministratrice di centrosinistra. "Inseguire gli obiettivi e i percorsi della destra - conclude Bassoli - È un errore che alla lunga la sinistra rischia di pagare".


Ascolta l'intervista a Mirto Bassoli

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