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Stipendi manager, passa la linea Merola

Rientrano le tensioni in casa Pd, ma Zacchiroli insiste sui compensi dei top manager.


di redazione
Categorie: Politica, Economia
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Tomaso Tommasi di Vignano

Il tetto allo stipendio del presidente di Hera Tommasi crea malumori all'interno dei Democratici. Il sindaco Merola difende il compenso, mentre il renziano Zacchiroli avrebbe voluto presentare un ordine del giorno per tagliarlo. Alla fine, con qualche tensione, vince la linea del sindaco.

Continua a far discutere il tema del tetto agli stipendi dei manager pubblici. La polemica scoppiata dopo le dichiarazioni dell'ormai ex ad di Trenitalia Mauro Moretti, ha vissuto nei giorni scorsi una eco anche sotto le Due Torri. In particolare è una frase pronunciata da Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera ad aver fatto scoppiare il caso. Tommasi ha affermato di "non sentire il bisogno" di ridursi lo stipendio. Una frase che non è piaciuta all'ala renziana del Pd, sia in Regione che a Palazzo D'Accursio.

Il consigliere comunale Benedetto Zacchiroli aveva proposto di presentare un ordine del giorno in cui chiedere più sobrietà anche per ciò che riguarda gli stipendi della multiutility che gestisce i servizi ambientali. Una posizione che non ha trovato d'accordo il sindaco Virginio Merola. Il primo cittadino ha difeso lo stipendio di Tommasi che, dopo un taglio del 10%, si attesta ora sui 460mila euro annui.
Secondo il Corriere di Bologna, però, anche il segretario provinciale Raffaele Donini si attesta sulle posizioni dei renziani, giudicando "per nulla demagogico" affrontare il tema della sobrietà.

Alla fine di una riunione (con qualche tensione) del gruppo consigliare del partito, però, ha prevalso la linea-Merola e dunque nessun consigliere democratico presenterà un ordine del giorno che sollevi il tema.
Pochi minuti dopo, però, nel corso del suo intervento di inizio seduta in Consiglio comunale, Zacchiroli ha insistito sul completamento delle misure di sobrietà che la dirigenza Hera ha applicato fino a questo momento, ad eccezione del top management.

"La scelta di non presentare l'odg - spiega Zacchiroli, che abbiamo raggiunto telefonicamente - è dettata da due ragioni: la prima è che il sindaco ha giudicato inopportune le parole di Tommasi e a me questo basta; la seconda è che esistono già tre odg approvati sul tema".
Se esistono già tre ordini del giorno e il problema persiste, significa che non sono stati applicati? "Diciamo che sono stati applicati al 90% - spiega il consigliere - Nell'ultima assemblea dei soci di Hera si è deciso di ridurre del 30% i consiglieri di amministrazione e quelli rimasti hanno visto un taglio del 20% dei propri emolumenti. Ora resta da intervenire sui top manager, su presidente e amministratore delegato".

Per il renziano si tratterebbe di un segnale da dare per manifestare la volontà di uscire tutti insieme dalla crisi economica. "Non dimentichiamo - continua Zacchiroli - che Tommasi guadagna 1667 euro al giorno, una cifra che a molti costa 30 giorni se non diversi mesi di lavoro".
Un tema che, secondo il consigliere comunale, dovrebbe essere portato anche in Europa: "Persino Obama lo ha affrontato, non vedo perché non se ne possa discutere a Strasburgo".


Ascolta l'intervista a Benedetto Zacchiroli

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