Per festeggiare l’8 marzo in maniera un po’ diversa ieri, al Circolo Arci Bolognesi di Ferrara, Ludovica Ioppolo ha presentato il libro Al nostro posto. Donne che resistono (Transeuropa, 2012), scritto a quattro mani con Martina Panzarasa.

Sei storie di donne, storie molto diverse l’una dall’altra: Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace in provincia di Reggio Calabria; Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio nel milanese; Cinzia Franchini, presidente nazionale di cna Fita (autotrasportatori); Rosaria Capacchione, giornalista de «Il Mattino»; Maddalena Rostagno, la figlia di Mauro; Valentina Fiore, direttrice del consorzio Libera Terra Mediterraneo. Donne che operano in contesti pubblici, abitualmente associati a una gestione maschile, come l’economia, la politica, il giornalismo, o l’autotrasporto, in un paese che, stando alle statistiche, è ancora fanalino di coda in europa in quanto a leadership femminile. Donne del nord e del sud, madri e non, con personalità differenti, in comune solamente una cosa: la scelta di portare avanti una battaglia quotidiana per la legalità perché, come si legge in uno dei capitoli del libro, “bisogna scegliere per essere liberi”. Eppure queste donne non sono attiviste in senso stretto, anzi sembrano quasi infastidite dal ruolo di ‘eroine’ antimafia loro assegnato, perché per loro la scelta di opporsi alla criminalità organizzata “non è stata una scelta di rottura ma di coerenza con se stesse”, ha spiegato Ludovica.

Lucrezia, Maria Carmela, Cinzia, Maddalena, Rosaria e Valentina semplicemente hanno scelto la dignità, la responsabilità personale e, forse loro malgrado, in loro il personale è diventato sociale e politico, che si tratti del dolore per la morte di un padre, del lavoro di giornalista, della passione per la politica, della cooperazione o dell’amore per la propria terra. Ciascuna ha rifiutato i ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne e ha trovato un modo nuovo, tutto suo, femminile, di cambiare le cose. Lavorano perché il nostro paese funzioni, e funzioni meglio – due di loro, Lucrezia Ricchiuti e Rosaria Capacchio dopo le ultime consultazioni sono diventate parlamentari. Come ha affermato Ludovica, ognuna di loro ogni giorno si impegna “per ridefinire con determinazione il proprio posto” e, in fondo, anche il nostro.

Per questo, ha concluso l’autrice, anche se Al nostro posto aveva l’obiettivo di “dare una lettura di genere” della lotta antimafia per offrirne uno spaccato originale, fuori dai soliti stereotipi, “il femminile che emerge da queste storie non deve essere significativo solo per le donne, ma dovrebbe rappresentare un esempio di coerenza e dignità per tutti”.

La presentazione del volume si è svolta nell’ambito dell’iniziativa Siamo nate libere. Storie di donne che resistono, organizzata dal Coordinamento di Ferrara di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie con la collaborazione, fra gli altri, del Centro Documentazione Donna, del Centro Donna Giustizia e dell’UDI di Ferrara, e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Ferrara.

Federica Pezzoli

Ludovica Ioppolo è nata nel 1983. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Ricerca applicata alle scienze sociali presso la Sapienza Università di Roma. E’ ricercatrice e sociologa. Inoltre si occupa di formazione, università e ricerca per Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Dal 2009 ha realizzato per l’associazione le indagini sulla percezione del fenomeno mafioso tra gli studenti delle scuole superiori in Toscana, Lazio e Liguria.