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#sottoilpalco: L'eterna lotta tra le istituzioni e i locali.


di redazione musicale
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Club, live, esigenze organizzative, legalità e burocrazia. Concetti tendenzialmente in contrasto, spintonati da interessi e modus operandi diversi. Si scontrano in questa lotta continua due protagonisti: locali e istituzioni.

Le motivazioni delle contese sono le più disparate. Si parte da una burocrazia asfissiante ma non efficiente; si passa al volume troppo alto per il vicinato e troppo basso per i locali; fino ad arrivare a nuovi modi di organizzazione dei live.

C'è comunque chi, come Andrea Minetto dell'assessorato alla cultura di Milano, prova a superare queste problematiche con due parole chiave: legalità e cooperazione.
Per Andrea Minetto, infatti, la possibilità di salvare la buona musica live affonda le sue radici in un rapporto di reciproca collaborazione tra istituzioni e organizzatori. Cosa devono fare, quindi, gli organizzatori? Conoscere la burocrazia e trovare nuovi modi di ridurne il peso spesso immobilizzante. Questo va fatto, dice Andrea, tramite un miglioramento del sistema normativo. "Abbiamo cercato di ridurre tutti questi moduli in un'unica richiesta , ottimizzandola per gli eventi di musica dal vivo". In più, è stato creato un apparato di consulenza per gli operatori. Lo scopo è lo sviluppo di un rapporto innovativo con organizzatori e istituzioni, che devono cercare di aiutare fin dalle fasi progettuali le iniziative. A proposito di istituzioni, che compiti spettano, invece, al comune? Qui le cose si complicano. Il comune di Milano si è affacciato ad una nuova cooperazione collaborativa, ma ne ha conosciuto anche i limiti: la vincolante normativa nazionale. Dal piccolo al grande, ora le responsabilità spettano al governo. Sullo sfondo di queste dinamiche, intanto, a Milano i locali evolvono, ne spariscono di famosi e ne nascono di nuovi. "E' cambiato anche il modo di fruire la musica. La scena musicale milanese non è sempre legata a un locale preciso. Ci sono promoter e organizzatori che scelgono di volta in volta di animare parti diverse della città."

Parallelamente a tutto ciò, Gandolfi, gestore del Locomotiv, appare meno ottimista sul rapporto con le istituzioni. Testimone di esperienze negative (come ad esempio la chiusura dello Zoo Cafè per lamentele), ci ha raccontato anche dei ripetuti contrasti tra il Locomotiv e il vicinato. Contrasti che hanno portato alla necessaria insonorizzazione del locale, con costi dispendiosi ma inevitabili per mantenere un'eguale qualità. Ma il clima, nonostante tutto, non si è calmato del tutto: è d'estate, infatti, che le proteste si infuocano. Si organizzano eventi musicali- culturali all'aperto, l'insonorizzazione viene meno e il vicinato torna all'attacco con "l'allarme al degrado". Un tema che ci accompagna ad un altro concetto citato prima: l'operazione di spostamento degli eventi in diversi locali da parte dei collettivi culturali, evitando la fossilizzazione. Gandolfi conferma. Una tecnica che anche il Locomotiv ha adottato diverse volte, spostando i propri concerti in altri locali più adatti. Anche perchè, ci dice, diverse sono le esigenze, proprio perchè variegate sono le tipologie di concerto accolte dal locale.

Detto ciò, abbandonando la legislazione e avvicinandosi al montaggio pratico, si affacciano altri due protagonisti: nuove tecnologie di sonorizzazione e lavoro dei tecnici.
Del primo ci ha parlato Davide di "Shure by praze". E' stata creata,infatti, una nuova serie di impianti capaci di erogare il suono in una determinata area. Questi permetterebbero ad alcuni spazi di fare musica liberamente, senza infastidire le aree limitrofe.

Lavoro dei tecnici: Demetrio racconta come la cooperativa Doc Servizi abbia messo in piedi un servizio di consulenza per far affrontare ad artisti ed operatori le pratiche burocratiche in maniera serena. Scopo: farli lavorare in regola. Un obiettivo che, di riflesso, investe anche i tecnici, dal momento che "non c'è l'evento se non c'è il tecnico, così come non c'è il tecnico se non c'è l'artista." I tecnici vanno valorizzati con sensibilità, cambiamenti legislativi e contratti di lavoro adeguati. Legalità per lo sviluppo, quindi, visto che "se metti un vestito bello ed adatto, puoi andare in qualsiasi posto; se ne metti uno sbagliato, ti devi nascondere".


Ascolta l'intervista ad Andrea Minetto dell'assessorato alla cultura di Milano

Ascolta l'intervista a Davide di Shure by Praze

Ascolta l'intervista a Demetrio di DOC Servizi

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