Il capo della polizia Alessandro Pansa annuncia la sospensione di Fabio Tortosa, l’agente che qualche giorno fa aveva scritto su facebook “lo rifarei mille volte”, riferendosi allla mattanza della scuola Diaz nell’ultima notte del G8 di Genova del 2001. “Oggi la polizia è un’altra cosa”, ha commentato Pansa, ma per Luigi Manconi “il vero problema delle polizie riguarda la loro formazione”.

Un punto e virgola, più che un punto a capo. Il fuoco di polemiche che si è scatenato dopo che l’agente di polizia Fabio Tortosa ha dichiarato su facebook, ricordando la “macelleria messicana” eseguita con particolare solerzia dalla polizia alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, che “lo rifarei mille volte”, e dopo gli insulti rivolti dal poliziotto a Carlo Giuliani, hanno prodotto le prime conseguenze.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa ha infatti annunciato la sospensione di Tortosa, sottolineando come “oggi i reparti mobili, la polizia, sono un’altra cosa, sono diversi. La polizia è paladina della legalità”. Ed è sul piano della legalità che il senatore Luigi Manconi esprime alcuni dubbi. “Sarebbe gravissimo – ha dichiarato Manconi ai nostri microfoni – che tutta la deplorazione si concentrasse sulle frasi irresponsabili di questo poliziotto. Tortosa dice una cosa importantissima: la sua frase ‘lo rifarei mille volte’ nasce dalla considerazione che quello che lui e i suoi compagni hanno fatto, rientrasse completamente nella legalità“.

In questi giorni si è visto e letto di tutto. Tortosa non ha praticamente smesso di pronunciarsi, prima rivendicando i fatti della Diaz, poi insultando Carlo Giuliani. Infine il pentimento – “ho sbagliato e sono prontissimo a chiedere di nuovo scusa” – e l’autocommiserazione: “sono una vittima sacrificale”, ha dichiarato l’agente dopo la sospensione. Su l’ultimo punto, ragiona Manconi, “non dobbiamo correre il rischio di concentratre tutto lo sdegno sulle parole irresponsabili di qualcuno, dimenticando con ciò i comportamenti illegali, e ancor più efferati, di altri”.
Intanto anche la famiglia Giuliani ha preso la parola, con Giuliano, padre di Carlo, che ha scritto una lettera aperta a Sergio Mattarella, in cui si chiede al capo dello stato se non ritenga di dover “chie­dere scusa a Carlo in nome dello Stato” per le “offese insop­por­ta­bili” rivolte a suo figlio da Tortosa.

Ma se l’annuncio di Pansa fa tirare qualche respiro di sollievo, di svolta proprio non si può parlare. “Il vero problema delle polizie riguarda  la loro formazione: una formazione, un sistema di reclutamento, e un sistema di addestramento che fanno acqua da tutte le parti. C’è un’evidente incapacità, imperizia, scarsa professionalità, nell’esercitare il ruolo di controllo del territorio e dell’ordine pubblico, oltre a una clamorosa carenza di tipo culturale – dichiara ancora Manconi – da oltre dieci anni il reclutamento nelle forze di polizia è consentito solo a quanti provengono dall’esercito professionale”.

È forse il caso di chiarire che la sospensione dal servizio non equivale all’espulsione dalle forze di polizia. E resta quindi da capire in quale ruolo operativo sarà impegato Tortosa alla fine della sospensione. “Quello che ho chiesto per i quattro poliziotti responsabili della morte di Aldrovandi, così come chiederei per il signor Tortosa – conclude Manconi – è che non sia impiegato in funzioni che lo mettano in contatto con i cittadini. Il fatto grave sarebbe che Tortosa si trovasse ancora a svolgere funzioni di ordine pubblico”.

Resta chiaro però che una sospensione non esaurisce il problema macroscopico della condotta delle forze di polizie. Condotta sulla quale, appena ieri, Manconi aveva commentato “una parte della polizia è malata”.
Dopo l’annuncio della sospensione, il pm Zucca, titolare delle indagini sui fatti della Diaz, ha opportunamente dichiarato che “se uno va a rileggere le bacheche di molti agenti dopo il G8, le frasi di Tortosa sono frasi da educande”. A confermarlo ci ha pensato, oggi, l’ennesimo agente, con l’ennesima presa di posizione su facebook: “io sono uno sbirro, come dite voi! Quelli dei centri sociali hanno avuto quello che si meritavano. Onore e gloria alla polizia di stato. Voi dovete stare muti o sarete massacrati”.