Soprattutto l’anguria è il risultato finale dell’unione tra la regia di Massimiliano Civica (Premio Ubu 2008) e il testo, finalista del Premio Riccione 2009, di Armando Pirozzi.

Un padre cade in trance metapsichica irreversibile sotto un albero in India. Il figlio maggiore inizia un pellegrinaggio tra i suoi familiari per comunicare la notizia e decidere se è il caso di accollarsi le spese di spedizione del corpo del genitore congelato dentro un frigo. La madre, suora laica in una missione nel deserto, accoglie la notizia cantando una canzone, mentre la sorella, che vive in un igloo in una regione antartica, reagisce correndo a preparare una torta di mirtilli. Ma il destinatario vero del viaggio è il fratello minore dell’uomo, quello per cui la folle storia del padre è stata forse inventata. Nella casa in mezzo alla giungla di questo fratello inizia e termina la storia, una storia fatta di due uomini, due fratelli, uno che parla in continuazione e un altro che rimane in silenzio, due opposti, due esseri lontani ma uniti dal legame di sangue. Perché non esistono due persone più diverse di due fratelli.

Ai microfoni di Radio Città Fujiko Massimiliano Civica riflette sulla complessità della vita nei momenti difficili e dolorosi, di quanto sia tragicomica e di quanto sia sottile la linea che separa, minuto per minuto, l’aspetto drammatico delle vicende umane da quello ridicolo e comico.