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Soli e individualisti, ecco perché tra gli operai fa breccia la destra

Loris Campetti racconta come e perché la lotta di classe si trasforma da verticale ad orizzontale.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Gli operai tradiscono la sinistra o è la sinistra che ha tradito gli operai? È uno dei tanti quesiti a cui risponde Loris Campetti nel suo libro "Ma come fanno gli operai - Precarietà, solitudine, sfruttamento. Reportage da una classe fantasma". Anche la solidarietà tra pari svanisce, lasciando il posto alla guerra fra poveri. L'autore a Bologna il 24 febbraio in un'iniziativa del Manifesto in Rete.

Precarietà, solitudine, sfruttamento. È emblematico il trinomio che Loris Campetti, giornalista e scrittore, ha scelto come sottotitolo al suo ultimo libro "Ma come fanno gli operai". Un lavoro che è un reportage "da una classe fantasma", quella degli operai, intesi in una definizione ampia che tiene dentro sia i "vecchi" metalmeccanici che i riders di Foodora.
Tutti, infatti, sono stati colpiti dalla crisi e dalle politiche liberiste, e si ritrovano privi di rappresentanza partitica e con un sindacato inadeguato. In altre parole: gli operai sono soli.

Se ormai è diventato un cliché che gli operai non votano più a sinistra, Campetti, a differenza dei partiti di sinistra, va ad analizzare i motivi di questa scelta. Ai loro occhi la sinistra è responsabile dell’attacco ai diritti: cancellazione dell’articolo 18, assalto alle pensioni, jobs act e precarietà.
E se spesso si è detto che nelle urne gli operai tradiscono la sinistra, il giornalista ribalta i termini: è la sinistra che ha tradito gli operai.

Due dei punti più interessanti del lavoro di Campetti, però, riguardano altrettanti temi meno indagati e tra essi correlati, che tastano il polso a quello che è un vero e proprio cambiamento culturale dei lavoratori.
Da un lato la crisi della solidarietà interna, dall'altro la guerra fra poveri. "La perdita della speranza in un cambiamento apre la strada all’individualismo, che rischia di alimentare una guerra tra poveri: l’avversario non è più chi comanda, bensì chi sta più in basso ed è più debole. Ne sanno qualcosa gli immigrati".

Campetti presenterà il suo libro a Bologna il prossimo venerdì 23 febbraio, alle 17.30, al centro culturale Giorgio Costa di via Azzo Gardino 44.
Insieme a lui interverranno il presidente della Fondazione "Sabattini" Gianni Rinaldini, il segretario della Fiom di Bologna Michele Bulgarelli, la ricercatrice Lisa Dorigatti, moderati da Sergio Caserta dell'associazione Il Manifesto in rete.

ASCOLTA L'INTERVISTA A LORIS CAMPETTI:


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