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Social Log, riaperto lo sportello e ripresi i picchetti antisfratto

Lo sportello per il diritto all'abitare riapre in via Mura di Porta Galliera.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento, Casa
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(Foto: Social Log Bologna)

Dopo i due sgomberi delle scorse settimane, Social Log riapre i battenti in via Mura di Porta Galliera 11 e riprende la sua attività con un triplo picchetto antisfratto. In piazza oggi rifugiati e famiglie dell'ex Beretta contro la chiusura delle strutture del Piano Freddo.

"Aumentano gli sgomberi, aumenta la resistenza": con questo slogan il collettivo Social Log ha annunciato di essere riuscito a rinviare tre sfratti questa mattina. Gli attivisti hanno ripreso il loro impegno contro la crisi abitativa in un nuovo sportello di ascolto, dopo i due sgomberi subiti nelle scorse settimane, prima da viale Masini e, a stretto giro, dall'ex biblioteca di via di Corticella 56. "Fino alla prossima avventura di lotta collettiva siamo in via Mura di Porta Galliera 11 ad un passo da Porta Mascarella tutti i martedì dalle 18h alle 20h e tutti i sabato dalle 10h alle 12h" fa sapere il collettivo, chiedendo di condividere il nuovo indirizzo dello sportello della lotta per la casa.

Il triplo picchetto antisfratto di quest'oggi prelude a quella che Social Log definisce "la primavera di lotta per il diritto alla casa", e che questa mattina ha toccato Mohamed, artigiano e licenziato recentemente, con tre figlie e moglie e l’anziana mamma disabile al 100%, Said facchino con quattro figlie e la compagna, e la signora Marisa, licenziata recentemente da un ristorante e in attesa della pensione che arriverà tra qualche tempo. Social Log punta il dito contro il governo Renzi, sottolineando come "per i mesi futuri non rinnoverà più neanche il fondo “morosità incolpevole” che in ogni caso si è dimostrato un vero e proprio flop, come il resto del Piano Casa".

Mentre non si arrestano gli sfratti in città, a farsi sentire oggi sono anche i rifugiati e le famiglie dell’ex Beretta, in piazza per opporsi alla chiusura delle strutture del Piano Freddo. "Da giovedì 31 marzo centinaia di persone, in massima parte rifugiati, saranno costrette a dormire per strada - scrive la Coalizione internazionale migranti e rifugiati Bologna - Convinti che la giustizia sociale sia l’unico antidoto alla brutalità che verifichiamo quotidianamente nei nostri territori e alla violenza della nuova strategia della tensione globale che miete centinaia di vittime di tutte le religioni lottiamo perché i rifugiati di questa città vedano riconosciuti i loro diritti. La struttura di via Fantoni non deve chiudere! Come già dimostrato dalle scuole Merlani un’altra accoglienza è possibile".

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