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Sit-in in rosa contro l'omofobia

Manifestazione del Cassero per ricordare il ragazzo romano suicidatosi perché preso in giro dai coetanei.


di redazione
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Il sit-in in piazza Nettuno. Foto: Roberto Serra

Il Cassero e la comunità gay si sono ritrovati in piazza Nettuno per ricordare il ragazzo di Roma che si è suicidato dopo essere stato preso in giro dai coetanei perché gay. In Italia manca ancora la legge contro l'omofobia.

Gli attivisti del Cassero e della comunità glbtq di Bologna hanno dato vita nel tardo pomeriggio ad un sit-in davanti a Sala Borsa per dire no, ancora una volta, all'omofobia.
L'ultimo episodio drammatico riguarda il suicidio di un ragazzo romano di 15 anni che, vessato dalle prese in giro dei coetanei perché gay, non ha retto la pressione.
"La morte di quel ragazzo si doveva evitare - ha detto Valeria Roberti, vicepresidente del Cassero - l'ostilità e il dileggio che gli erano stati costruiti attorno sollevano sì grande indignazione, ma troppo tardi. Perchè quell'ostilità e quel dileggio - di per sé, senza un disgrazia - in Italia non sono sufficienti a denunciare l'omofobia e a pretendere immediatamente una legge per correggere questa inciviltà. Omofobia e transfobia non sono fatti che riguardano solo gay, lesbiche e trans: sono il sintomo di una società ammalata, di una politica inerme e drogata dal clericalismo,  di una cultura dominante che produce diseguaglianza".

In Italia continua a mancare una legge contro l'omofobia. Il Parlamento poche settimane fa ha bocciato per la seconda volta la misura, chiesta dall'Europa, che punisce i reati basati sulla discriminazione sessuale. Ad affossare il provvedimento un'eccezione di costituzionalità addotta in modo pretestuoso da Udc e centrodestra.
"Serve una legge contro l'omofobia - ha proseguito Roberti - e serve subito. Ma serve anche che gli enti locali si attivino e mettano in campo le loro soluzioni,  aprendo gli occhi sul bullismo e su tutti gli altri fenomeni di discriminazione, e costruendo progettualità serie su questi temi. E serve soprattutto che tutti noi - gay, lesbiche, transessuali ed eterosessuali - troviamo il coraggio di mettere definitivamente alla porta l'omofobia dalla nostra ordinarietà: non aspettiamo più un altro  finale tragico per ricordarci che questa storia - quella che viviamo qui in Italia - non ci piace".

Tags: GLBT, Violenza

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