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'Sistema' Italia: "Grandi Opere decise per opportunità corruttiva"

L'inchiesta "Sistema" sulle tangenti attorno a Tav, Expo e Grandi Opere.


di Alessandro Canella
Categorie: Giustizia
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Quattro arresti e cinquanta indagati. È l'inchiesta "Sistema", che ha svelato una fitta rete di corruzione che si sta mangiando il Paese. Per Leonardo Ferrante della campagna "Riparte il Futuro", in Italia le Grandi Opere non vengono decise per la loro reale utilità ma per l'opportunità corruttiva.

Quattro arresti, tra cui l'ex capo Struttura tecnica di missione al ministero delle Infrastrutture, Ettore Incalza, e cinquanta indagati tra politici, imprenditori e affaristi. Sono i numeri dell'inchiesta "Sistema" con la quale ieri la Procura di Firenze ha svelato, appunto, un vero e proprio sistema di tangenti sulla gestione degli appalti per le Grandi Opere in Italia, tra cui spiccano l'Alta Velocità ed Expo.
Un'inchiesta dal nome emblematico, secondo Leonardo Ferrante, referente della campagna contro la corruzione "Riparte il Futuro" di Libera e Gruppo Abele: "C'è una fitta rete corruttiva che si sta mangiando il Paese ed emerge che in Italia le Grandi Opere non vengono decise in base all'utilità e all'efficacia, ma in base all'opportunità corruttiva". Cose che i No Tav, tanto per fare un esempio, dicono da tempo.

Centrale nell'inchiesta è appunto la figura di Ettore Incalza, conosciuto come "Ercolino sempre in piedi" per la sua capacità di schivare le azioni giudiziarie nei suoi confronti. Un uomo che ha attraversato sette governi di diverso colore e affrontato 14 inchieste, dalle quali è sempre uscito grazie alla prescrizione.
"Da tempo ribadiamo l'urgenza di una riforma della prescrizione - osserva Ferrante - ma i tempi si sono sempre dilungati. Voglio ricordare che, a tal proposito, il senatore Carlo Giovanardi disse che il problema è sovrastimato, sostenendo così che non ci fosse la necessità di intervenire".
Tempi che si allungano quasi sistematicamente, basti pensare che il ddl Grasso, che dovrebbe approdare oggi in Senato, è stato fermo in commissione per ben due anni.

Nell'inchiesta emerge che la corruzione intorno alle Grandi Opere ha portato ad un aumento del 40% dei costi. "Stiamo parlando di 25 miliardi di euro - sottolinea il referente di Riparte il Futuro - Basti pensare che l'ultima finanziaria del governo Renzi è di 36 miliardi. Questo si traduce in centinaia di migliaia di posti di lavoro mancati".
A prendere la parola è stata anche l'Associazione Nazionale Magistrati, che per bocca del suo presidente Roberto Sabelli non ha risparmiato critiche al governo: "Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità, ma in Italia è accaduto il contrario: i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati".

A scandalo scoperchiato, il premier Matteo Renzi ha annunciato una stretta legislativa sulla corruzione. "Agire in logica di emergenza è piuttosto triste - commenta Ferrante - perché dovrebbe già essere chiaro a tutti che la corruzione è un fardello per l'Italia".
La speranza è che agli annunci seguano i fatti. Questo auspicano 350mila cittadini che hanno firmato la campagna di Libera e Gruppo Abele e che chiedono modifiche normative allo scopo di cambiare la mentalità di politici e imprenditori.


Ascolta l'intervista a Leonardo Ferrante

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