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Siria, la denuncia di Amnesty: "Civili uccisi dai raid russi"

Nel rapporto si denunciano attacchi indiscriminati che hanno violato il diritto internazionale umanitario.


di redazione
Categorie: Esteri
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Centinaia di civili uccisi, distruzioni di massa di centri abitati, case, una moschea, un mercato affollato e strutture sanitarie: è quanto emerge da un rapporto di Amnesty International, in cui l'organizzazione denuncia le azioni di guerra della Russia in Siria, accusando Mosca di aver violato il diritto internazionale umanitario e di aver commesso crimini di guerra.

Bombardamenti su centri abitati, su un ospedale da campo, su un mercato affollato e su una moschea, violando il diritto internazionale ed utilizzando armi vietate, come le bombe a grappolo.
È la denuncia contro l'aviazione russa che arriva da un rapporto di Amnesty International, che ha esaminato 6 attacchi aerei specifici di Mosca in Siria, in particolare nelle province di Idlib, Oms e Aleppo, che hanno prodotto più di duecento morti civili.

"In realtà si tratta di una conferma di quanto sapevamo già da settembre - spiega ai nostri microfoni Riccardo Noury, portavoce di Amnesty - anche se le autorità russe hanno smentito, non hanno commentato o, in un caso, hanno risposto con una documentazione falsa, mostrando la foto di una moschea integra, mentre quella bombardata era un'altra".
Una situazione di violazione di diritti umani che, per l'organizzazione, si configura come un vero e proprio crimine di guerra, che si inserisce nel totale caos siriano.

"Tutti gli attori in campo in Siria hanno compiuto crimini di guerra - specifica Noury - Sia Assad prima che gli oppositori dopo, in particolare Al Nusra e Isis, ma anche la coalizione a guida statunitense".
Per questo, Amnesty chiede due cose. Innanzitutto che vengano protetti i civili, che oggi vengono o bombardati o respinti, come avviene al confine con la Turchia. Poi che venga fermato l'afflusso di armi in Siria.
"In un altro recente rapporto - racconta il portavoce - abbiamo denunciato come l'Isis in Iraq abbia vinto la lotteria, entrando in possesso di un vero e proprio arsenale, che poi ha portato anche in Siria".


Ascolta l'intervista a Riccardo Noury

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