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Siria: "conflitto purtroppo inevitabile"

Sempre più probabile l'intervento militare statunitense in Siria.


di redazione
Categorie: Esteri
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Secondo Raffaele Salinari, presidente della ong Terres Des Hommes, l'intervento militare statunitense in Siria è inevitabile perché il presidente Barack Obama non può perdere la faccia. L'opinione pubblica è contraria, ma in Italia dorme.

L'attacco americano in Siria è ormai inevitabile. Ne è convinto e rammaricato Raffaele Salinari, presidente della ong Terres Des Hommes, che ai nostri microfoni ha commentato le ultime notizie che riguardano l'eventualità di un conflitto armato a guida statunitense nel Paese mediorientale. "Il conflitto in realtà c'è già - precisa Salinari - Quello che succederà è un suo allargamento".
Secondo il presidente di Terres Des Hommes, il premio Nobel per la Pace Barack Obama andrà fino in fondo, perché non può fare altrimenti: "È stato lui, esattamente un anno fa, a tracciare la linea rossa del non utilizzo delle armi non convenzionali e se si tirasse indietro perderebbe la faccia e gli Stati Uniti perderebbero di credibilità".

I dubbi dei militari e la contrarietà dell'opinione pubblica, anche americana, non basteranno, dunque, a scongiurare l'attacco. "Obama non può tradire se stesso e nemmeno disimpegnarsi verso gli alleati che ha in quella zona, Israele anzitutto, che già critica il presidente americano. Inoltre Herzbollah, l'Iran e le altre componenti anti-occidentali leggerebbero come una ritirata una rinuncia al conflitto".
Un ulteriore elemento, che può fungere da pretesto, è l'importante oleodotto che sbocca proprio in uno dei porti siriani.

E che dire, allora, della probabile contrarietà dell'Onu? "Non è la prima volta - ricorda Salinari - che gli Stati Uniti bombardano senza l'avvallo dell'Onu, che nemmeno stavolta arriverà per il veto ri Russia e Cina". Usa e Francia, dunque, avvieranno il conflitto in cui, secondo il presidente dell'organizzazione non governativa, il miglior risultato potrebbe essere una divisione della Siria in due o tre parti. Nel peggiore dei casi, invece, l'estensione del conflitto a livello globale.

In Gran Bretagna, però, il Parlamento ha votato contro la proposta guerrafondaia di David Cameron, così come l'opinione pubblica appare contraria. "Gli inglesi e i cittadini di molte altre nazioni - sostiene Salinari - sono contrari, anche per questioni pratiche. Sono stanchi, afflitti dalla crisi e, anche con un atteggiamento egoistico, non hanno voglia delle conseguenze della guerra, come le lunghe file agli aeroporti con controlli invasivi".
Salinari, però, lamenta anche il silenzio dei pacifisti e dei partiti italiani: "Il Pd non ha detto una parola, quella che era la sinistra radicale è muta. Dovremmo invece organizzarci e scendere in piazza al più presto".


Ascolta l'intervista a Raffaele Salinari
Tags: Guerra, Siria, Esteri

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