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Sgombero via Solferino, l'appello per Libero e la sua famiglia

La denuncia di Adl Cobas: dopo lo sgombero una famiglia rischia di essere spezzata.


di redazione
Categorie: Casa
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(Foto: Làbas)

Il sindacato autonomo Adl Cobas denuncia la situazione di una delle famiglie sgomberate da via Solferino il 15 ottobre, in cui un bambino, lo stesso immortalato il giorno dello sgombero su una macchinina gialla dietro al cordone dei carabinieri, rischia di essere separato dai genitori. L'appello alla cittadinanza attiva di Bologna per trovare un'opportunità per Libero e la sua famiglia.

Il dramma dell'emergenza abitativa va oltre l'immagine di un bambino su una macchinina gialla, dietro al cordone dei carabinieri: quel bambino, Libero, ora rischia di essere separato dai suoi genitori, Sara e Salvo. È la storia di una delle famiglie sgomberate lo scorso 15 ottobre dallo stabile di via Solferino 42. La foto di Libero suscitò emozione e rabbia, soprattutto per il fatto che in una situazione tanto violenta - e dunque traumatizzante - i servizi sociali non fossero stati avvertiti. Non basta: ora, come denuncia Adl Cobas, quel bambino sta per essere allontanato dai suoi genitori.

Dopo lo sgombero, fa sapere il sindacato, "Sara, Salvo e Libero sono stati 'parcheggiati' in un albergo, negando loro qualsiasi altra soluzione" e venerdì scorso "ad un incontro che poteva essere risolutivo, un'assistente sociale del quartiere Santo Stefano (dopo aver negato l'assistenza di un rappresentante di ADL, che da mesi affianca la famiglia), ha intimorito i genitori minacciando di portare via Libero dalla loro tutela a meno che non avessero trovato un'alloggio, in affitto o in appoggio, entro giovedì 5 novembre".

Sara e Salvo, i genitori, "grazie alla stabilità trovata nell'occupazione di via Solferino da qualche mese lavorano, ma vengono pagati tramite voucher, il che non gli permette di affittare un appartamento". Una vicenda che, in tutta la sua drammaticità, è esemplare dei risultati nefasti del combinato disposto di politiche che stanno demolendo il welfare. Piano Casa, Jobs Act, e l'assenza di risposte sociali a Bologna e in tutta Italia stanno rendendo impossibile una vita serena a Libero e alla sua famiglia. Per queste ragioni Adl Cobas si appella ai cittadini perché "sopperiscano alla voragine che chi si occupa di Welfare in città ha aiutato a creare", offrendo ospitalità alla famiglia "anche tramite un affitto a canone sociale".


Ascolta l'intervista a Cecilia di Adl Cobas

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