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Sgomberi, il prossimo è Làbas?

Lanciata #STILLABAS, una campagna di riconversione green contro lo sgombero dell'ex caserma Masini.


di Alessandro Albana
Categorie: Movimento
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Contro il Poc e l'annunciato sgombero dell'ex caserma Masini, Làbas lancia la campagna #STILLABAS. Obiettivo è la riconversione green dei propri spazi, ma la campagna è pensata come risposta al sindaco Merola, che ha annunciato lo sgombero dell'ex caserma. Al suo posto il Poc prevede la costruzione di alberghi e negozi. Intanto Merola conferma la linea già tracciata, e per domenica De Pieri lancia un'assemblea, proprio a Làbas, per provare a discutere sul "nodo del governo di Bologna".

Proprio di rose e fiori, per Làbas, non si può parlare. Con il sindaco Merola che non cambia linea sulla necessità di sgombero dell'ex caserma Masini, un Piano Operativo Comunale (Poc) che prevede la riconversione della struttura e la polemica costante con la presidente del quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgietti, Làbas deve fare i conti ormai da mesi.

Provano a reagire, gli occupanti e le occupanti dell'ex caserma Masini, con la campagna #STILLABAS. L'iniziativa, spiega ai nostri microfoni Cecilia Muraro, "Parte da un crowdfounding che servirà per riconvertire in maniera green tutto lo spazio dell'ex caserma Masini". Il progetto prevede l'installazione di "Sei pannelli solari per dare luce alle case di via Borgolocchi e a delle parti all'interno di Làbas".
Sul suo sito, il centro sociale spiega gli obiettivi della campagna e i modi per contribuire

Ma c'è, naturalmente, di più. "Questa - rivela infatti l'attivista di Làbas - È solo la prima parte della campagna, perchè ormai da settembre è stato approvato il Poc", che coinvolge direttamente anche l'ex caserma, nei cui spazi è prevista la costruzione di "un albergo di lusso a 5 stelle, che prenderà il 45% dello spazio, di 32 abitazioni, di cui neanche una a uso sociale e di uffici e negozi".

"Questo Poc - dice Cecilia - A noi non va bene, anche perchè non è stato discusso con i cittadini del quartiere, nè con noi occupanti, nè con la città di Bologna".
Intanto il centro sociale ha incassato la solidarietà della social street di via Rialto e via Orfeo, che nei giorni scorsi ha indirizzato una lettera al sindaco Merola per chiedere di non procedere allo sgombero.

Merola, però, non cambia linea. Il sindaco dice di comprendere il valore sociale delle attività di Làbas, ma alla ristrutturazione del ex caserma non si può proprio rinunciare.
Critica la reazione del centro sociale: "Il sindaco - commenta Cecilia - Dice di volere andare in giro per i quartieri per parlare di rigenerazione urbana con gli abitanti, ma la cosa ci puzza di campagna elettorale dato che il Poc è stato già votato e non è stato sentito nessuno per parlare dei progetti".

Anche sul piano politico, le acque di Làbas sono in fermento. Il leder del Tpo Gianmarco De Pieri, ancora agli arresti domiciliari, ha infatti lanciato un'assemblea per domenica proprio negli spazi dell'ex caserma. Si proverà, spiegano, a discutere sul "nodo del governo di Bologna", ovvero della costruzione di una forza politica alternativa al Pd. Con le amministrative all'orizzonte, è lecito chiedersi se c'è l'intenzione di presenziare all'appuntamento. Di certezze in questo senso, però, non ce ne sono: "Vediamo quello che si apre", risponde Cecilia.


Ascolta l'intervista a Cecilia Muraro

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