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Sgomberato l'ex Convento Santa Marta e partite le denunce

Dopo un'intesa settimana di impegno e mobilitazione l'esperienza di via Torleone viene bloccata.


di redazione
Categorie: Movimento
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Gli attivisti del collettivo avevano occupato i locali di S.Marta, in via Torleone, dopo lo sfratto da via S.Petronio vecchio. Convocata alle 12 la conferenza stampa dei movimenti in Aula Roveri in via Zamboni 38. E sono anche partite le prime 20 denunce.

La Polizia di Bologna è entrata, questa mattina, nell'ex convento di Santa Marta in via Torleone di proprietà dell'Asp Poveri Vergognosi, nel centro di Bologna, che era stato occupato nei giorni scorsi dal collettivo universitario Bartleby.

All'arrivo della polizia questa mattina in Via Torleone non c'era nessuno. Gli attivisti che avevano occupato lo stabile sabato scorso dopo il corteo, ma non riuscivano a dormire dentro l'ex convento. I quattro agenti della digos hanno agito d'ufficio, in seguito alla denuncia agli occupanti da parte dell'Asp Poveri Vergognosi, proprietaria dello stabile.

Inizia la nuova settimana di mobilitazione, dopo che nella precedente molti sono stati i momenti di contrapposizione tra Comune e Università da una parte e attivisti dall'altra. A mezzogiorno nell'Aula Roveri di Via Zamboni 38, che in questo momento rimane occupata, gli attivisti hanno convocato una conferenza stampa che è cominciata a mezzogiorno. E' stata annuncianto per martedì un flash mob davanti al rettorato  in cui interverrà anche il famoso "dracula" del coro che ha tanto spaventato il rettore Ivano Dionigi. Ovviamente rispetto alla questione si è tornato a parlare di criminalizzazione del dissenso, soprattutto in merito alle dichiarazioni uscite in questi giorni sui giornali di Dionigi, Ronchi e Merola. 

"La cultura è diventata un'azienda, buona solo per creare un profitto economico. Noi abbiamo sempre sostenuto la cultura e l'informazione indipendente. Il Pd decide cos'è di qualità e cosa non. Ma la
cultura non può essere un'imposizione dall'alto. Per questo scriveremo una lettera aperta intitolata BARTLEBY E OLTRE", commenta Paolo, uno degli attivisti.

In più sono circa venti i nomi indicati dalla polizia alla Procura per le manifestazioni di questi ultimi giorni, successive allo sgombero di Bartleby. Resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lancio di oggetti le ipotesi di reato per il fronteggiamento con polizia e carabinieri, in via Guerrazzi, il giorno dello sgombero. Invasione di edificio pubblico quelle per chi ha materialmente rotto i lucchetti e per chi reggeva lo striscione. Manifestazione non autorizzata, infine, per alcuni attivisti individuati come “promotori” delle manifestazioni del 23 e del 27 gennaio.


Ascolta l'intervista a Paolo di Bartleby
Tags: Bologna, Casa, Diritti

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