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Se i giovani lettori sono "l'ultimo faro"

La Fiera del Libro per Ragazzi restituisce un quadro confortante.


di redazione
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La recensione della scrittrice Valentina Olivato sulla Children's Book Fair 2018 e l'intervista alla vincitrice del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, Paola Zannoner.

Si è chiusa la cinquantacinquesima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi lasciandoci con molti interrogativi, spunti di riflessione e con una confortante certezza: i bambini e i ragazzi leggono. I numeri parlano chiaro, un incremento nelle vendite (il 7,9% in più rispetto al 2016) e nel numero di espositori (113 in più rispetto all’anno precedente). Girando tra gli stand colorati delle molte case editrici presenti si coglie un entusiasmo differente rispetto agli analoghi eventi organizzati per gli adulti. Personaggi che vivono di vita propria, albi illustrati che raccontano storie commoventi e poetiche, romanzi che con la loro ironica irriverenza vanno a sovvertire la monotona realtà dei grandi. Qui i nomi gonfiati dagli uffici stampa e dalle conoscenze giuste non funzionano: sono i piccoli lettori, con i loro gusti e giudizi affilati, a decretare il successo di un’opera. Il paese ospite di quest’anno è stata la Cina, fortissima nell’illustrazione. Gli albi in mostra evidenziano uno spaccato culturale sofisticato e antichissimo.

Sfogliando i libri e conversando con gli addetti ai lavori un elemento risulta evidente, la letteratura per l’infanzia, pur vivendo di meravigliose immagini di fantasia, si nutre dell’urgenza del presente. Basta pensare a Rumer Godden, edito da Bompiani e candidato al Premio Strega Ragazze e Ragazzi. La storia di una bambina zingara che lotta per affermare la propria identità, mostrandoci come il tema dell’accettazione - il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1972 - sia una deriva importante degli ultimi decenni.

È proprio il Premio Strega Ragazze e Ragazzi a regalarci gli spunti di riflessione più profondi. Ottantatré sono state le scuole chiamate a scegliere tra i libri candidati nelle due categorie, la prima tra i sei e i dieci anni e la seconda tra gli undici e i quindici anni. Durante la premiazione, svoltasi mercoledì 28 marzo sotto la guida di Loredana Lipperini, sfilano gli autori e le loro incredibili storie. Al centro il coraggio, la ribellione, la ricerca dell’identità. Dalla lotta tra un umano crudele e un lupo a guardia dei boschi dell’Inghilterra di Melvin Burgess, ai signori Smirth che spediscono il figlio a una scuola per imparare l’avidità e l’egoismo in L’università di tuttomio, fino all’Albero delle bugie della piccola Faith che si batte per un mondo di autenticità.

I vincitori assoluti sono: Hachiko. Il cane che aspettava di Lluis Prats Martìnez e L’ultimo faro di Paola Zannoner. Il primo è la toccante storia, già nota al pubblico, di un cane che aspetta per anni alla stazione il ritorno del suo padrone e in quel tempo di tristezza e malinconia raduna intorno a sé una piccola comunità di amici che lo sostengono. Paola Zannoner, invece, ha scelto la forma del romanzo corale per raccontare le storie di quattordici adolescenti. Lontani dalle famiglie e da ogni mezzo di comunicazione lasceranno trapelare le loro fragilità e le ferite che così drammaticamente hanno definito le loro esistenze. C’è chi è portatore di un’inspiegabile aggressività, chi ha messo un muro di silenzio tra se stesso e il mondo e chi è fuggito da una terribile guerra. Ed ecco L’ultimo faro, il luogo dell’amicizia, della scoperta e di quella letteratura che parla dritta al cuore e all’immaginario dei suoi lettori.

Valentina Olivato

ASCOLTA L'INTERVISTA A PAOLA ZANNONER:

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