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Scuola, si allarga il rifiuto del bonus ai docenti

Gli insegnanti che rifiutano il premio di merito in denaro.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Non solo Bologna: la protesta degli insegnanti che rifiutano il "bonus scuola" introdotto dalla riforma del governo Renzi si allarga a tante città italiane. Per i docenti il premio in denaro omologa l'insegnamento, limitandone la libertà, aumenta la competizione e la gerarchia. I soldi devoluti in favore di progetti per alunni più bisognosi.

Lo avevano già criticato come una delle misure della "Buona Scuola" del governo Renzi che omologa gli insegnanti e limita la libertà di insegnamento e ora, contro il "bonus scuola", la protesta si allarga.
Gli insegnanti di Bologna (da dove è partita la protesta), Torino, Milano, Napoli e altre città stanno rifiutando il premio in denaro ai docenti meritevoli introdotto dalla legge 107, che ha distribuito a ciascun istituto scolastico alcune risorse (23mila euro lordi) a destinare agli insegnanti "migliori".

L'assenza di direttive ministeriali sui criteri per stabilire dove risieda il merito e la conseguente totale discrezionalità, avevano sollevato molte perplessità nel corpo docente.
I criteri sulla base dei quali stabilire perché un docente è meritevole venivano stabiliti da un Comitato per la valutazione dei docenti, composto da membri del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto, che però ha solo potere consultivo. L'ultima parola, infatti, spetta comunque al dirigente scolastico, che ha la facoltà di non tenere conto dei criteri individuati per assegnare il premio. In quest'ultimo caso deve semplicemente fornire una motivazione scritta.

Lo strapotere del dirigente scolastico anche nella premiazione dei docenti più meritevoli, dunque, potrebbe rappresentare uno strumento di omologazione degli insegnanti, poiché potrebbero essere premiati solamente quelli più obbedienti o che utilizzano metodi di insegnamento più graditi al dirigente.
Di qui, la volontà di sottrarsi ad uno strumento giudicato inadeguato per la valutazione dei docenti, che aumenta competizione fra colleghi e gerarchia, e la decisione di rifiutare il premio, sperando che quelle risorse vengano destinate ad uno dei tanti "pezzi" della scuola pubblica che necessitano finanziamenti adeguati, come il sostegno agli alunni più bisognosi.


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Tags: Scuola, Proteste

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