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Scuola: referendum sui soldi alle private. Articolo 33 ci riprova


di Alessandro Canella
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Dopo il primo stop del Comune al referendum sui finanziamenti alle scuole private, i promotori del Comitato Articolo 33 provano a depositare un altro quesito.

Il Comitato “Articolo 33″, che si batte per la scuola pubblica, ha sottoposto un nuovo testo al Comitato dei Garanti del Comune di Bologna per proporre un referendum sulla destinazione dei fondi che oggi Palazzo D’Accursio concede alle scuole paritarie private.
Il primo tentativo, avvenuto nella primavera del 2011, aveva ottenuto una bocciatura non senza polemiche. I Garanti di Palazzo D'Accursio, infatti, non avevano votato all'unanimità e le motivazioni parevano pretestuose. Si faceva riferimento ad una presunta non-ottemperanza del quesito depositato con l'articolo 118 della Costituzione in materia di sussidiarietà. Una motivazione che non aveva convinto il Comitato, che oggi ritorna alla carica.

Il nuovo testo corregge alcune questioni formali rispetto al precedente.A supportare la proposta, una larga rete di realtà che vanno dai sindacati, di base e confederali, ai collettivi, gruppi e comitati del mondo della formazione che lottano per una scuola “pubblica, laica e solidale”.
Oggetto del contendere è il fondo da un milione e 50.000 euro che il Comune stanzia per le convenzioni con le scuole paritarie private: secondo i promotori referendari questi soldi dovrebbero, in questo periodo di crisi, essere dedicati al finanziamento delle scuole pubbliche comunali, o al limite statali, oggi sotto la scure dei tagli imposti dal binomio “cura Monti” e “Patto di Stabilità”. L’ emergenza scuole dell'infanzia (quasi 500 bambini sono rimasti senza posto per l’anno prossimo) è una delle conseguenze.


Ascolta l'intervista di Ilaria Giupponi a Francesca De Benedetti

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