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Scuola, quella "Buona" non paga i supplenti

Ancora migliaia i supplenti delle scuole che aspettano di essere pagati.


di Andrea Perolino
Categorie: Lavoro
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Continua il percorso ad ostacoli dei supplenti per ricevere lo stipendio che gli spetta. Nonostante le rassicurazioni del Miur sono ancora miglaia i docenti che non ricevono lo stipendio da mesi. I Confederali della scuola a Bologna si rivolgono alla Prefettura: "la Buona Scuola? È immaginaria".

Mai più insegnanti bistrattati e sottopagati: era un po' questo il mantra di Matteo Renzi nella sua scalata al Pd prima, e al Governo poi, quando nel suo progetto riformatore insisteva nel mettere al centro la scuola e la figura dell'insegnante. Se il super piano di assunzioni annunciato all'inizio si è andato sempre più restringendo, portando con sé falle notevoli, oggi a fotografare i risultati dell'azione renziana sulla scuola sono i migliaia di insegnanti e lavoratori supplenti che aspettano da mesi uno stipendio che non arriva, nonostante le rassicurazioni.

Si tratta di "coloro che vivono facendo supplenze brevi, docenti e personale ata" spiega ai nostri microfoni Raffaella Morsia, Flc-Cgil Emilia Romagna, che si trovano a vivere sulla propria pelle quella che definisce una "situazione scandalosa, nonostante le continue rassicurazioni del ministero ancora oggi abbiamo tante segnalazioni di supplenti che devono ricevere lo stipendio di settembre".

Nonostante il Ministero abbia assicurato di aver sbloccato i pagamenti negli ultimi giorni, i sindacati rivelano che sono ancora migliaia "a macchia di leopardo", i supplenti che attendono gli stipendi. "Significa non avere chiaro cosa comporta per questi lavoratori e per le loro famiglie una situazione di questo tipo - sottolinea Morsia - Si configura un vero e proprio dramma sociale: abbiamo segnalazioni di persone che non hanno i soldi per mangiare e pagare l'affitto, persone che si devono rivolgere alla Caritas".

Dopo ingiunzioni di pagamenti e diffide, i Confederali della scuola si sono rivolti alle prefetture. Anche in Emilia Romagna, dove i sindacati stimano che siano circa cinquemila gli insegnanti e i lavorati Ata coinvolti. "Questo dà la dimensione di cosa sia effettivamente la Buona Scuola: una scuola immaginaria, quando nel quotidiano non viene rispettato un diritto fondamentale come quello del salario - afferma Morsia, che lancia poi una provocazione - Il nostro Presidente del Consiglio dichiara che nei prossimi anni sarà eliminata la supplentite, probabilmente intende dire che eliminerà fisicamente i supplenti, perché non li paga".


Ascolta l'intervista a Raffaella Morsia

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