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Scuola: nuovi posti Ata, ma per la Cgil non bastano

336 nuovi posti, di cui 181 nelle zone del terremoto. Ma il sindacato ne vorrebbe di più.


di redazione
Categorie: Istruzione
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In Emilia Romagna autorizzati 336 nuovi posti per il personale tecnico e amministrativo, di cui 181 nelle zone colpite dal terremoto. Flc Cgil sostiene che non bastino: "Con le nuove sezioni di scuola dell'infanzia ci sono duemila bambini in più non conteggiati per le assegnazioni".

Il Miur, attraverso l'Ufficio Scolastico Regionale, fa sapere di aver autorizzato in Emilia Romagna, per l'anno scolastico che sta per cominciare, 336 nuovi posti per il personale Ata (Ausiliario. Tecnico e Amministrativo), di cui 181 per le zone del terremoto e 155 per il resto del territorio.
Appresa la notizia, Flc Cgil fa sapere di apprezzare l'inversione di rotta rispetto all'anno scorso, di ritenere soddisfacenti i posti autorizzati per le zone colpite dal sisma, ma di ritenere ancora insoddisfacenti i posti per il resto della regione.

"Noi avevamo calcolato un fabbisogno di 500 posti per tutta l'Emilia Romagna - spiega ai nostri microfoni Raffaella Morsia, segretaria regionale di Flc - quindi all'appello ne mancano ancora oltre 150".
Il sindacato spiega anche perché gli attuali posti autorizzati non sono sufficienti. Anzitutto per il boom demografico, che ha portato alla creazione di nuove sezioni di scuola dell'infanzia e, conseguentemente, duemila nuovi bambini che non furono conteggiati nel calcolo iniziale.
Aumenta poi il personale inidoneo e sono presenti molte scuole di montagna, dove il presidio deve essere garantito per tutto l'orario di apertura.

Oltre a ciò, ci sono "vecchi" problemi che fanno mantenere ancora aperta la mobilitazione del sindacato, come la decisione del Ministero di non immettere il ruolo il personale Ata e la questione del contratto, scaduto da 4 anni. I tecnici e gli amministrativi, inoltre, sono quelli più soggetti al precariato.
"Questo è un governo - afferma Morsia - che a parole fa grandi annunci, ma che tra le proprie priorità annovera i libri digitali, quando c'è il rischio di non garantire il servizio scolastico minimo".


Ascolta l'intervista a Raffaella Morsia

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