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Scuola, nessun passo avanti dopo l'incontro governo-sindacati

Sindacati insoddisfatti dopo l'incontro con il governo, prosegue la mobilitazione.


di Andrea Perolino
Categorie: Istruzione
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Dopo lo sciopero del 5 maggio e le manifestazioni di protesta contro il ddl sulla "Buona scuola", il governo ha accettato di incontrare le organizzazioni sindacali per aprire a eventuali modifiche. Ma dal tavolo di ieri, fanno sapere i sindacati, non si sono fatti passi avanti. Domenico Pantaleo (Flc-Cgil): "Prosegue la mobilitazione, siamo pronti a bloccare gli scrutini".

La grande mobilitazione del mondo della scuola contro la riforma del governo Renzi qualche risultato lo ha ottenuto, se non altro sul piano del metodo. Nella giornata di ieri, infatti, si è tenuto un confronto a Palazzo Chigi tra esponenti del governo (Giannini, Boschi, Madia, Delrio) e organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil). Sul piano dei contenuti, invece, tutto resta come prima e il muro contro muro va avanti. Le timide modifiche annunciate a Palazzo Chigi non hanno soddisfatto i sindacati, che chiedono una revisione totale del disegno di legge.

Per Domenico Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, è "importante che il governo abbia convocato le organizzazioni sindacali. La riuscita dello sciopero del 5 maggio e le tante manifestazioni hanno dimostrato che il governo non ha consenso su questo ddl". L'incontro con il governo, però, è stato del tutto deludente: "per quanto riguarda il merito non ci siamo. L'impianto del ddl rimane inaccettabile, sul versante della precarietà, sulla funzione del dirigente scolastico - spiega Pantaleo - Si allargano addirittura gli sgravi fiscali anche alle scuole secondarie superiori. Abbiamo i contratti bloccati, i fondi per il Mof dimezzati, e una condizione di sofferenza in tutta la scuola. Tutto questo non ha trovato una soluzione - prosegue il sindacalista - solo dichiarazioni di buona volontà. Noi vogliamo i fatti, quel ddl deve essere cambiato radicalmente".

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come le criticità del ddl restino tutte, anche dopo gli emendamenti che il governo ha apportato. I nodi principali sono quelli delle assunzioni e dei poteri del dirigente scolastico. "Sul piano assuzionale si va avanti secondo quanto previsto - fa sapere Pantaleo - E cioè senza mettere in campo un piano pluriennale che garantisca anche alle seconde fasce e a chi ha i 36 mesi di servizio un processo di stabilizzazione. Invece il governo pensa di chiudere le Gae e tutto viene rimandato al concorso, noi riteniamo che questa ipotesi non regga. Prima si svuoti il precariato, e solo a quel punto si proceda con il nuovo sistema di reclutamento". Per quanto riguarda i poteri del dirigente "non abbiamo fatto alcun passo avanti. Gli viene sempre riservata la facoltà di scegliere i docenti dall'albo territoriale, e questo può aprire il terreno a disfunzioni e criticità, oltre alla messa in discussione della libertà di insegnamento".

Il dialogo aperto dal governo, insomma, non è sufficiente. "Siamo di fronte a una non volontà di cambiare questo ddl, che non migliorerà la scuola. Ci stiamo già mobilitando - fa sapere Pantaleo - con assemblee permanenti, un presidio a Montecitorio, lezioni in piazza". Sull'ipotesi del ricorso alla fiducia da parte del governo, Pantaleo parla di "atto di sfida, antidemocratico. Se l'atteggiamento non cambia, i sindacati insieme a famiglie e studenti decideranno cosa fare durante gli scrutini, siamo pronti a bloccare il processo amministrativo. Non vogliamo danneggiare studenti e famiglie, ma dimostrare con questa forma di lotta che non siamo disposti a subire passivamente un ddl autoritario e anticostituzionale".


Ascolta l'intervista a Domenico Pantaleo

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