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Scuola, in Emilia Romagna è emergenza organici

I sindacati confederali lanciano l'allarme per l'anno scolastico 2014/2015.


di redazione
Categorie: Istruzione
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Per il prossimo anno scolastico si ripropone per le scuole dell'Emilia Romagna la pluriennale emergenza degli organici. La nostra Regione si conferma quella con l'aumento più elevato di studenti, ma i tagli complessivi di docenti e personale non consentono di confermare offerta formativa e orari.

Per il dodicesimo anno consecutivo i sindacati denunciano un'emergenza per il sistema scolastico regionale. L'Emilia Romagna ha pagato un prezzo altissimo a seguito dei tagli complessivi intervenuti negli ultimi anni su tutta la scuola italiana. Dal quadro illustrato alle Organizzazioni sindacali dal Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale emerge che a fronte di un aumento di circa 9000 studenti per l'anno scolastico 2014/2015, il Ministero ha assegnato solo 146 docenti in più per ogni ordine e grado di scuola.

"Con questi numeri non si riesce a dare risposta a richieste di scuola dell'infanzia, alle richieste di tempo pieno e tempo prolungato - spiega Raffaella Morsia di Flc-Cgil - e soprattutto non si riesce nemmeno a dare risposta a un numero di classi formato secondo normative precise, che prevedono un numero massimo di alunni per classe e norme di sicurezza".

La mancanza di posti negli organici rappresenta un problema non da poco, soprattutto per una Regione - l'Emilia Romagna - che anche quest'anno mantiene il primato dell'aumento più elevato di studenti (+1,98% contro una media nazionale di 0,51%) e del maggior numero di alunni per classe (21,8 contro la media nazionale di 20,7). Più nel dettaglio, il sistema scolastico emiliano-romagnolo registra forti richieste di iscrizioni alla scuola d'infanzia statale e di tempo pieno e tempo prolungato. I nuovi tagli degli organici non permettono però di confermare i modelli orari e il percorso formativo presentanto dalle scuole ai nuovi iscritti, e per questo motivo in molti casi, per le classi successive alle prime, non verranno garantiti i percorsi didattici già intrapresi.

"Ormai il nostro sistema ha raggiunto il limite della tenuta e della sostenibilità - è l'allarme di Morsia - i problemi indubbi dell'economia non possono avere il sopravvento su diritti fondamentali, primo tra tutti quello dell'istruzione". La sindacalista fa quindi sapere che presto verrà chiesto un incontro con la Regione e il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, perché "non possiamo accettare di mettere mano al nostro sistema scolastico in termini di taglio alla spesa pubblica, ma l'investimento su quel settore non solo corrisponde al rispetto di un diritto costituzionale, ma se non garantito può compromettere il futuro di una società e lo sviluppo economico di un territorio".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Raffaella Morsia
Tags: Scuola, Regione

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