Radio Città Fujiko

Scuola in deroga: alunni in classe


di redazione
Categorie: Istruzione
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Come deve fare uno studente straniero per iscriversi a scuola? Quale situazione di accoglienza trova negli istituti scolastici, quali strade nuove sarebbero percorribili?

In questa puntata radio di Fuori Ruolo si parla della situazione attuale degli stranieri nelle scuole di Bologna e dell’Emilia Romagna. In studio Silvia, Stefania, Frey e anche un’ospite, Teresa dei Cobas, insegnante in un istituto superiore.

Abbiamo sentito l’esigenza di tornare su un tema che avevamo già avuto occasione di toccare (vedi puntata di Fuori Ruolo del 15/12/2017, https://coordinamentoprecariscuolabologna.blogspot.it/2016/12/scuola-e-migranti.html ), non solo perché riteniamo che la questione sia di fondamentale importanza, ma anche spinti dal fatto che il tema nelle ultime settimane era tornato prepotentemente sulle pagine dei giornali, spesso con toni allarmanti, non certo nuovi soprattutto ad alcune testate giornalistiche. 

Il discorso è riemerso perché gli uffici scolastici regionali stanno pubblicando i fact checking sulle classi in deroga per la presenza degli alunni stranieri, ovvero sia le classi in cui il numero di alunni stranieri (molti dei quali nati in Italia e pienamente in possesso delle competenze linguistiche) possa superare la quota stabilita dalla legge del 30% come previsto dalla Circolare ministeriale 2 dell'8 gennaio 2010- Integrazione alunni con cittadinanza non italiana.  (questo: http://istruzioneer.it/wp-content/uploads/2017/10/REV_27_10_17_18-8-Deroghe.pdf )

Il documento inizia con un’affermazione importante rispetto al fatto che non si possa parlare dell’immigrazione come un fenomeno di ‘transito’ quanto di ‘permanenza’. Il dato è avvalorato da un altro: nella scuola dell’infanzia e primaria si registra un numero di stranieri maggiore rispetto ai cicli di istruzione successivi.

A contenere, inoltre, i toni emergenziali merita osservare anche che secondo i dati riportati dal documento la provincia di Bologna si colloca sempre in una posizione centrale, tra i due estremi costituiti da Piacenza, dove si hanno le percentuali di classi in deroga più alte, e Rimini, dove invece si osservano numeri sensibilmente più bassi.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, inoltre, Bologna (17 %) si colloca subito dopo Rimini (10 %),  con percentuali piuttosto distanti dal 42 % di Modena e Piacenza.

 Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini, commenta i dati della propria provincia affermando che Rimini “emerge per una migliore organizzazione logistica e territoriale”. Il minor numero di classi in deroga non sarebbe dovuto semplicemente alla minor presenza di studenti stranieri in quella parte della regione, ma anche a una migliore e più diffusa distribuzione.

L’aspetto della distribuzione delle classi in deroga è significativo: per quanto riguarda le prime fasi del ciclo di istruzione, infatti, (infanzia, primaria e secondaria di primo grado), la scelta della scuola è determinata soprattutto dal luogo di abitazione delle famiglie e quindi non fa che riprodurre la distribuzione degli stranieri in una città: e allora non si parli di classi ghetto, ma di piuttosto di quartieri, ghetto. Quando le medie finiscono, tuttavia, che strade prendono questi alunni e questi alunne? Quali elementi contribuiscono a determinare il giudizio orientativo che gli insegnanti danno in terza media?  Basta infatti scorgere rapidamente la lista delle scuole che ha fatto richiesta di deroghe per trovare istituti professionali e tecnici, ma, ad esempio, neanche un liceo. Inoltre, come deve fare uno studente straniero per iscriversi a scuola? Quale situazione di accoglienza trova negli istituti superiori, e quali strade nuove sarebbero invece percorribili? A questi interrogativi risponde Teresa, sulla base della sua esperienza e su un’attenta valutazione dell’offerta formativa del territorio bolognese.



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